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gen 9, 2020 - Senza categoria    No Comments

“NATA DUE VOLTE” IL LIBRO DI VIVIANA GIGLIA PRESENTATO NELLA CHIESA BEATA MARIA VERGINE DI MONSERRATO A LICATA

 

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Mercoledì 08/01/ 2020 grande cerimonia nel locale attiguo alla chiesa della BEATA VERGINE DI MONSERRATO, meglio conosciuta come la chiesa del SACRO CUORE, in via Generale La Marmora, a  Licata

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per avere accolto la dolce amica Viviana Giglia che ha presentato il suo libro autobiografico dal titolo “NATA DUE VOLTE” Edizioni Carmelitane – nella collana “Presenza del Carmelo”.

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Nel libro si legge la storia di una giovane donna che, con coraggio, con fermezza e con fede, nonostante le sue fragilità, affronta le difficoltà del vivere la sua vita quotidiana.

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Come se fossimo tutti presenti. basta cliccare su

 

 

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Ha introdotto i lavori il giovane scout Marco Bernasconi che ha proiettato il significativo video sulla disabilità e sui valori  del rispetto e dell’accoglienza.

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I giovani del gruppo SCOUT Licata 4 sono stati bravissimi nel rappresentare, nelle loro scenette, alcune disabilità quali la cecità, la difficoltà di movimento, la menomazione di un arto.

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Hanno relazionato: P. Roberto Toni O.Carm, Priore Provinciale della Provincia Italiana dei Carmelitani, e la prof.ssa Antonella Cammilleri.
Ha moderato l’evento il signor Giacomo Giurato, presidente regionale di ADOCES SICILIA (ASSOCIAZIONE DONATORI CELLULE STAMINALI E SANGUE CORDONALE).

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Il tavolo dei relatori

Da sx: Giacomo Giurato – P. Roberto Toni -Viviana Giglia- Antonella Cammilleri

Tutti i discorsi, tutti gli esempi, tutte le iniziative, come l’abbraccio finale fra tutti i presenti, hanno messo in luce il valore della vita perché “essa é un dono meraviglioso e vale sempre la pena di viverla fino in fondo”.

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Giacomo Giurato

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Sulla pagina delle Edizioni Carmelitane è scritto: ”Questo libro autobiografico vuole essere una testimonianza di vita e di un percorso di fede. Un cammino di accettazione, fatto di persone, incontri e cadute in continua evoluzione, che trova in Gesù Cristo secondo il carisma del Carmelo il suo <<porto sicuro>>. Una vita non facile, ma che riesce a svoltare, imparando dai propri limiti e trasformandoli in punti di forza. Scegliendo e capendo di dover seguire l’insegnamento di un grande uomo, uno straordinario Papa ora Santo che diceva: <<Prendi in mano la tua vita e fanne un capolavoro>> (Giovanni Paolo II).
L’intervento di P.Roberto Toni: ” La mia non vuole essere una prefazione. E’ soltanto il dire “grazie”.
Grazie perché non è facile scrivere di se stessi così come Viviana ha fatto. Tirando le fila dei ricordi, ripercorrendo il passato, riproponendo, anzitutto a se stessa, volti e sentimenti.
Ci vuole coraggio. E ci vuole un perché.
Nel caso di Viviana il “perché scrivere” è, in realtà un “per chi scrivere”.
Ce lo dice lei stessa, quasi scusandosi per essersi messa al centro dell’attenzione su questi fogli di carta; sì, Viviana si scusa sia all’inizio che alla fine di questo suo libro, col risultato di includere tutto il suo testo dentro un atteggiamento di delicatezza. Tuttavia, ci dice, e lo fa con forza, che ha scritto perché chi legge possa trovare un motivo di speranza, una spinta per lottare, per alzare lo sguardo o abbassarlo, per incontrare davvero se stesso, gli altri, Dio.
Viviana ci dona una storia impegnativa.
La sua storia.
Lo fa con delicatezza e potenza, con umiltà e audacia.
Senza pretendere di insegnarci qualcosa, ma volendo comunicarci il valore della vita, delle esperienze e delle persone incontrate nel suo percorso, tutte indicate come preziose, siano esse Pontefici o bambini, luminari della medicina o semplici barellieri. Ma scrivere riconoscendo, anche nel dolore e nell’incertezza perdurante, il bene e la grazia, scrivere indirizzandosi a chiunque possa trarre da un’esperienza raccontata senza sconti un motivo di incoraggiamento, scrivere così è molto diverso da un semplice esercizio autoreferenziale. Scrivere così è scegliere di accogliere la vita e volerla consapevolmente donare. Viviana ci racconta di sé in ogni aspetto, con una sincerità che ti disarma e ti coinvolge. Ti guarda negli occhi, ti prende per mano, ti accoglie nella sua vita.
La normalità di una forza che non nasconde la debolezza, di una fede che non elimina le domande, la scelta di sperare, l’accettazione che non è rassegnazione, le paure presenti ma guardate in faccia e chiamate per nome, i limiti accettati ma genialmente trascesi… come potrei chiamare tutto questo? Queste pagine sono un dono. Un dono di vita, vissuto parola per parola ed ora offerto a noi. Ho incontrato Viviana come una sorella che fa parte, come me, di una Famiglia nella Chiesa, la Famiglia carmelitana. E’ stata guidata a divenire Terziaria, consacrata laica, da una devozione antica nella sua Licata (Sant’Angelo carmelitano martire) e da un’altra Persona, la Donna del silenzio e della Parola, la Donna dell’attenzione e della quotidianità, l’umile Ragazza di Nazareth completamente donata a Dio e al prossimo, Maria.
L’augurio che faccio a Viviana è di essere sempre, con la luce e con la forza del Signore Gesù, una guerriera, condottiera in prima linea di quella “rivoluzione della tenerezza” di cui il mondo oggi ha bisogno (cfr. Papa Francesco, Discorso ai Carmelitani, 21 settembre 2019).Grazie!

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P. Roberto Toni

L’intervento della prof.ssa Antonella Cammilleri: AGNESE, VIVIANA…(ED IO)
Non è la prima volta che Viviana mi concede il privilegio di leggere in anteprima un suo racconto, ma la mia meraviglia è grande quando mi dice: “Troverai una pagina in bianco, mi piacerebbe se scrivessi qualcosa”…
Un foglio bianco è pericoloso, puoi riempirlo a caso ma puoi correre anche il rischio di denudarti, scrivendo.
E in questo caso il rischio che corro è davvero grande.
Le cose non succedono mai per caso, ne sono certa. E non è solo una strana coincidenza se quella mattina, mentre Viviana mi scriveva un messaggio in cui mi chiedeva di leggere un suo manoscritto, stavo “divorando” il libro di Agnese Borsellino, la  moglie di Paolo,che ha donato i suoi preziosi ricordi a Salvo Palazzolo, il coautore.
“Ti racconterò tutte le storie che potrò” questo è il titolo del libro; le storie sono quelle che Paolo raccontava alla sua amata,perché l’amore, diceva il grande magistrato, si deve inventare giorno dopo giorno.
“La bellezza più grande è l’amore per la vita, per la propria famiglia, per la propria terra, per le sue imperfezioni (…) Agnese era sicura che le sue parole avrebbero ridato il coraggio di sognare e di progettare, scrive Palazzolo nella postfazione. “Perché la vita è bella”, mi disse l’ultima volta che ci incontrammo, “me l’ha insegnato il mio Paolo, me lo ripeteva canticchiando le canzoni della nostra giovinezza. Gli sarebbe piaciuto il film di Benigni che s’intitolava proprio così, “La vita è bella”. Racconta che può emergere tanta speranza anche dove sembra non esserci. Quel film, l’avremmo guardato tutti quanti insieme, figli e nipoti, seduti allegramente in soggiorno”.
Potrei non aggiungere altro! Potrei fermarmi qui.
Leggendo il libro di Viviana ho riscontrato la stessa fede. La stessa speranza e a tratti lo stesso sconforto di Agnese, ma soprattutto la stessa rabbia che diventa forza motrice.
Quanta energia può scaturire dal dolore!
Il dolore ti trasforma, inevitabilmente. Può rendere cattivi, ma il dolore può scatenare tempeste. Quelle che rimettono a posto le cose.
Quanta forza c’è in Viviana quando dice che i suoi sogni di adolescente si sono spenti (qualcun altro avrebbe scritto sono stati distrutti), ma la luce si è soltanto affievolita e i sogni hanno cambiato rotta. I sogni di un’adolescente sono stati sostituiti dai sogni di una donna, una “spaccarotelle”.
“Dobbiamo circondarci di cose belle”, dice Agnese, “pensa come sarebbe bella questa Italia se ognuno di noi realizzasse un suo piccolo sogno e lo offrisse agli altri”.
Ognuno di noi. I sogni di tutti, dunque… sogni che si reggono su due gambe, sogni che si muovono su due rotelle, sogni che vanno alla cieca, sogni che vanno a zonzo. Sogni che si affidano a Dio, altri che quel Dio lo cercano ancora.
Quest’ultimi sono i miei.
Grazie Vivianù, ti sarò eternamente grata per questa bella opportunità!

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Antonella Cammilleri con l’autrice Viviana Giglia

Il discorso dell’autrice Viviana Giglia: ”Spesso la vita non va esattamente come avremmo voluto, accade qualcosa che ci travolge come un temporale improvviso e dobbiamo faticare perché dopo tanta pioggia torni a risplendere l’arcobaleno.
Scrivere di se stessi non è cosa facile.
Ho provato a raccontarvi la mia storia perché credo che molte persone possono rispecchiarsi nelle mie parole e perché no, trarre uno spunto per trovare dentro se stessi la forza di lottare.
La vita è un percorso impervio; puoi cadere ma devi sempre trovare la forza per rialzarti. Capire che non bisogna mai aver paura di chiedere aiuto; farlo non è segno di debolezza anzi, è un bisogno che dobbiamo colmare per riuscire a star meglio”.

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Viviana Giglia è autrice di altri libri. Le sue parole: ” Non mi reputo scrittrice solo perchè ho delle pubblicazioni, ma scrivo per diletto”.
Coinvolgente la narrazione dell’abbraccio con Papa Francesco, definito un grande uomo.
Brava Viviana!

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Infine, Viviana Giglia ha indirizzato il suo caloroso grazie ai relatori, ai bravissimi giovani Scout del Licata 4, al numeroso pubblico.
Gli applausi  sono stati abbondantissimi, sinceri e calorosi.

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Anche gli abbracci sono stati tanti e molto affettuosi!

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I commenti:

del fratello Davide
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di Chiara Santamaria: In un periodo buio della mia vita…. arrivi tu…. o meglio arriva il tuo libro… la tua testimonianza di vita…. L’ho letto in meno di un’ora…. Ho pianto tanto mentre lo leggevo e mi sentivo come quando siamo a casa tua, prendiamo il caffè e parliamo delle nostre cose! Ti ho sempre detto che ti ammiro per la tua forza e tenacia! Ma Devo dire anche altro…. le diversità non esistono! Sono barriere mentali. Non esiste diversità!Ti voglio tanto tanto tanto tanto tanto bene!!!!!!

chiara Santamaria ok

di Giuseppe Oliveri: Volevo dire il mio grazie pubblicamente a Viviana per il grande e gradito regalo che mi ha fatto. Veramente sei un dono prezioso di Dio. Sicuramente chi lo leggerà, e io invito tutti a farlo, si innamorerà della tua storia che, dalla sofferenza accettata, si può rinascere alla vita . Auguri Grazie Maestra di vita.

giuseppe Oliveri ok

editore P. Sebastian Benchea ok.

L’ editore P. Sebastian Benchea

La sua Biografia:
Viviana Giglia è nata a Licata (Agrigento) il 03/04/1983.

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 Nel 2007 consegue la Laurea come Educatore Professionale all’Università di Palermo. Nello stesso anno inizia a scrivere per vari giornali cittadini fino al 2018.
Nel 2014 vinse il secondo posto del premio letterario nazionale per racconti brevi, indetto da Disabili News “Un premio alla tua storia”, con il racconto “Un legame profondo, inaspettato”, pubblicato nell’e-book “Storie di vita”.
Nel 2015 fu pubblicato il racconto ”Un bivio per rinascere” nella raccolta “I racconti di Malgrado tutto”, a seguito del concorso dell’omonima testata giornalistica.
Ha curato la rubrica “Spaccarotelle” sulla testata online “medialuce.it”.
Attualmente, collabora con la redazione delle schede formative in vista dei due centenari importanti per l’ordine (Sant’Angelo di Licata ed il Beato Angelo Paoli), per i Terz’Ordini Carmelitani italiani e non solo. Ha scritto molti e interessanti articoli sul mensile “La Vedetta”.soprattutto sulla vita di Sant’Angelo Martire, il Patrono della città di Licata.
E’ definita come attivista per la difesa dei diritti delle persone con disabilità”.
Viviana è unica! Da Liquid Lives: “Non si è speciali, lo si diventa. E lo si diventa per quel qualcuno che riesce a vedere in noi quello che il resto del mondo non cerca neanche di scoprire”.
Viviana, anche il mio è un abbraccio forte, affettuoso e sincero!

 

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