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feb 10, 2019 - Senza categoria    3 Comments

L’ISTITUTO DELLE FIGLIE DELLA CROCE A MISTRETTA

 

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Molto vicini in linea d’area, l’uno alle spalle dell’altro, sorgono a Mistretta i due istituti religiosi: il Collegio Di Maria e l’Istituto delle Figlie della Croce.
Fino  a una decina di anni fa l’Istituto delle Figlie della Croce ospitava un nutrito numero di suore vestite con la tunica nera. Adesso è abitato soltanto per un breve periodo dell’anno, in estate, poichè le suore si sono trasferite nella sede centrale di Palermo in Corso Tukory, 204.
Le suore offrivano ai mistrettesi la loro preziosa opera.
Accoglievano i bambini formandoli nella recita delle preghiere, aiutandoli nei lavori scolastici, insegnando loro l’arte del ricamo o semplicemente distraendoli con le attività ludiche. La fascia d’età comprendeva i bambini dai 4 agli 8 anni.
Ricordo che anch’io, da bambina, ho frequentato l’Istituto delle Figlie della Croce.
Mi accompagnava, prendendomi per la mano, don Pasquale, un anziano vicino di casa.  Ricordo le carezze, gli abbracci, le affettuosità delle suore che mi accoglievano quando arrivavo all’istituto la mattina e quando mi salutavano ritornando a casa mia il pomeriggio!
Il collegio ospitava anche le orfanelle, bambine e giovanette che non avevano i genitori e altri parenti che si potessero prendere cura di loro.
Ricordo che, vestite con una tunichetta nera, accompagnavano cantando, come le donne nelle tragedie greche, il defunto durante il suo funerale.
L’Istituto delle Figlie della Croce nacque a Mistretta nel 1893 su sollecitazione di una commissione formata da fedeli amastratini guidata da alcuni sacerdoti dell’ordine di San Francesco di Sales e alla presenza di don Nunzio Russo, il fondatore dell’Istituto di vita consacrata delle Figlie della Croce.
La congregazione delle Figlie della Croce di Mistretta fu riconosciuta canonicamente da S.E. Mons. D’Alessandro, vescovo di Cefalù.
In una lettera inviata al papa Leone XIII Mons. D’Alessandro scrisse quali erano gli scopi della nuova istituzione religiosa:
” Le pie vergini secolari, sotto il titolo di Figlie della Croce hanno per fine principale di aiutare i Parroci e il Clero intorno alle cose seguenti:
- l’educazione cristiana e civile della gioventù femminile per mezzo di case di lavoro, di scuole e di convitti;
- la conservazione della fede nel popolo mediante scuole di catechismo;
-  il rinnovamento di spirito nelle parrocchie attraverso le solenni funzioni della prima Comunione, la preparazione al Sacramento della Cresima e il coinvolgimento dei laici a partecipare alla celebrazione eucaristica
”.
In seguito alla ricezione di questa lettera il papa Leone XIII impartì a Mons. D’Alessandro e all’istituzione religiosa una specialissima benedizione.
Mons. D’Alessandro, nella lettera di ringraziamento al papa, riferì il desiderio delle suore di professare, oltre ai voti di castità, di obbedienza, di povertà, anche quello di legame al santo padre. Inoltre hanno chiesto d aprire le cappelle private, di custodire il SS.mo Sacramento e di celebrare i Sacramenti insieme ai fedeli durante la santa messa settimanale.
La prima Madre Generale della congregazione delle Figlie della Croce fu suor Francesca Perna, che guidò le altre 47 suore presenti nel collegio. Tutte le suore conservarono il proprio nome di battesimo anche dopo aver pronunciato i voti.
La prima Madre Superiora dell’istituto Figlie della Croce di Mistretta a essere eletta fu suor Melchiorra Virzì, che ebbe la capacita di guidare l’istituzione religiosa egregiamente dimostrandosi di indole affettuosa, premurosa ma energica.
Intorno agli anni ’40 del secolo scorso fu trasferita a Palermo, dove ricevette l’autorevole titolo di Madre Superiora Generale.
Le suore che abitarono nell’istituto Figlie della Croce di Mistretta in quegli anni furono: suor Santa Napoletano, addetta alla scuola di ricamo, suor Santa Di Maria, che curava i bambini dell’asilo, suor Rosina Miceli, addetta alla cucina e alle pulizie degli ambienti, suor Teresa Lo Prinzi, suor Margherita Lombardo e suor Rosa.
Si racconta che suor Melchiorra Virzì all’imbrunire si affacciava al balcone della cappelletta e, gridando, invitava la gente a elevare un pensiero al Santissimo recitando per tre volte l’orazione: “Sia lodato e ringraziato ogni momento”. La gente rispondeva: ”  Il Santissimo e Divinissimo Sacramento”.
Alla morte di suor Melchiorra Virzì le succedette suor Rita Lo Presti, che ha saputo dirigere il collegio amastratino con molto impegno, che ha formato spiritualmente e culturalmente molti giovani amastratini e che ha aiutato alcuni seminaristi anche economicamente.
A suor Rita Lo Presti sono succedute: suor Maria Cirrincione, di Gratteri, suor Rosa Imburgia, suor Giuseppina Ferrara, di Bolognetta che si è alternata con suor Teresa Russo di Castell’Umberto. Nello stesso istituto vissero suor Maria Luce Lombardo, dedita alle cure spirituali degli ammalati ai quali portava l’Ostia consacrata per la comunione, suor Lucia Corsello, di Collesano, che preparava i giovani a sostenere gli esami per l’ammissione alla Scuola Media, suor Antonina Gargano e sua sorella, suor Carmelina, provenienti da Palermo, suor Rosalia Conti.
Altre madri superiore sono state: suor Maria Acuto, di Bolognetta, e suor Anna Maria Ramirez, proveniente dal Messico.

I ricordi della dott.ssa Filippa Manfredone: ” Suor Maria Antonina, che visse in questo istituto di suore, era un’eccellente ricamatrice che eseguiva lavori utilizzando fili d’oro e ricamava sia paramenti sacerdotali che tovaglie d’altare. I lavori erano bellissimi ed io bambina, che ho frequentato il collegio delle Figlie della Croce, ammiravo stupefatta queste meravigliosi lavori, mentre Suor Maria Luce era una suora dolcissima che faceva sempre col sorriso sulle labbra i lavori più umili“.

I ricordi della prof.ssa Nina Valenti: ” Ciao Nella. Ho letto su fb il tuo articolo. Mi è alquanto piaciuto per la precisione circa le notizie riferite, la fluidità dell’esposizione e la nostalgia che si insinua tra le righe e che mi ha riportata alla mia infanzia, vissuta tra quelle aule e con quelle dolcissime suore. Mi ricordo in particolare di suor Antonina che mi ha iniziata ai lavori di ricamo, suor Lucia Corsello che mi ha preparata a superare l’esame di ammissione alle Medie studiando sul “Cervino”, la superiora Rita, suor Marialucia, suor Rosalia e posso ancora ritenermi fortunata di vantare un’amica-sorella, suor Mariuccia Acuto”.

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 Sono solo alcuni nomi di suore perché le notizie sono frammentarie.
Alla fine del secolo scorso Madre Generale fu eletta suor Maria Insinna. Attualmente la Madre Generale è suor Vincenza Iacuzzi, di Collesano.
La carica di madre superiora dura 6 anni. L’elezione avviene a scrutinio segreto effettuato durante il Capitolo convocato a Palermo.
Alla votazione partecipano anche le suore provenienti dai paesi lontani.
Secondo la volontà di don Nunzio Russo, le suore italiane vanno all’estero, in Brasile e in Messico, mentre le suore straniere vengono in Italia per uno scambio che riguarda la formazione e l’evangelizzazione secondo il carisma del fondatore dell’ordine don Nunzio Russo.
Io conosco personalmete suor Eugenia che è stata molto disponibile ad accompagnarmi dentro l’istituto.

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Nunzio Russo, figlio di Giuseppe e di Anna Morello, nacque a Palermo il 30 ottobre del 1841. Lo stesso giorno della nascita fu battezzato nella Chiesa di Sant’Ippolito.

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 Da giovane frequentò il Collegio Massimo dei Padri Gesuiti, la scuola di Teologia dogmatica del padre Narbone e l’Oratorio di San Filippo Neri all’Olivella.
Al Collegio massimo dei Padri Gesuiti si distinse per pietà e per zelo. Qui maturò la sua vocazione allo stato presbiterale, ma era combattuto sulla scelta vocazionale tra la Compagnia di Gesù (Gesuiti) o il presbitero diocesano. All’Amico Giuseppe Ferrigno, che lo invitava a fare il Noviziato tra la compagnia di Gesù, nel 1871 scrisse: “Nel mio cuore non vi sono che due inclinazioni, una alla Compagnia, l’altra a proseguire in più larghe proporzioni le cose già incominciate. Mi rapisce l’idea della Compagnia e mi rapisce la funesta realtà di questa Chiesa di Sicilia, Ho cercato di ponderare l’una e l’altra e da qualunque lato le considero trovo sempre prevalente la prima: Le pietre del santuario disperse, le vergini dissipate, il tempio desolato, i monaci dispersi, il culto di Dio venuto meno, la mancanza di operai, tante opere che hanno bisogno di assistenza. Ecco ciò che dà tabulo ai miei pensieri e dove vedo preponderare il mio cuore“.
Il 21 settembre del 1861, all’età di venti anni, Nunzio Russo ricevette la tonsura e gli ordini minori. Il 17 dicembre del 1862 fu ordinato suddiacono. Il 17 dicembre del 1864 fu ordinato diacono. Il 23 gennaio del 1865, per le notevoli qualità intellettuali e per la solida preparazione culturale, gli fu affidata la cattedra di Retorica al Seminario. Il 15 aprile del 1865 fu ordinato presbitero.
Il 25 giugno del 1865 accettò la carica di Segretario della sezione palermitana dell’Associazione di San Francesco di Sales per la preservazione della fede. Fin dai primi anni del suo ministero don Nunzio Russo si contraddistinse per il forte zelo pastorale missionario unito a una profonda ascesi personale e per l’umiltà nell’esercizio del suo ministero. Sacerdote dell’arcidiocesi di Palermo, rivolse molta attenzione alla predicazione. Per possedere già una notevo­le formazione umanistica e teologica, fu annoverato tra i docenti del seminario diocesano. Eccelleva anche nella conoscenza delle lingue. Oltre al latino, al greco, all’ebraico (le lingue consuete degli studi sacri), conosceva anche il tedesco, il francese e l’inglese.
Infatti, formato spiritualmente dalla scuola di Sant’Ignazio di Lojola e di San France­sco di Sales, vissuta una spiritualità fortemente trinitaria e di piena conformazione alla Croce, comprese che poteva portare avanti un’opera di evangelizzazione soprattutto nella sua terra, cioè in Sicilia.
Nunzio Russo fu uno dei personaggi più rappresentativi di Palermo e della Sicilia nella seconda metà dell’Ottocento.
Fu uno dei presbiteri più solerti in un periodo contrassegnato da fortissimi cambiamenti sociali e politici non solo per la Sicilia, ma anche in tutta Italia. Uomo dotato di grande sensibilità, appartenne a quella moltitudine di preti che avversarono il liberalismo e la massoneria. Fu molto vicino alla persona del papa, al quale era molto legato. Partecipe del Movimento cattolico siciliano, individuati i bisogni della gente, nel 1883 aderì come “socio onorario” all’Opera dei Congressi e la promosse in tutte le diocesi siciliane creando la fondazio­ne di numerose casse rurali a sostegno delle famiglie povere dell’isola.
Istituì la congregazione “Le Sorelle della Dottrina Cristiana” e, successivamente, per l’apostolato nei riguardi dell’infanzia, assieme ad altri tre sacerdoti membri, come lui, della Congregazione “De Conservanda Fide”, istituì due congregazioni, una per i sacer­doti, e un’altra per le “Figlie di San Francesco di Sales”. Tuttavia, per disaccordi con il cardinale Celesia, allora vescovo di Palermo, entrambe le congregazioni furono sciolte nel 1891.
Mentre la congre­gazione sacerdotale non fu più rico­stituita, quella femminile, nel frattem­po già diffusa in altre diocesi, prese il nome di “Figlie della Croce”, istituzione sorta come casa madre a Palermo. Essa fu approvata grazie al vescovo di Cefa­lù che, nel 1893, la presentò al pa­pa ottenendo, nel 1896, il rescritto da parte della Congregazione dei vescovi.
Compresa l’importanza della stampa cattolica, fondò anche una tipografia e diede vita al settimanale popolare “Letture Domenicali”.
Pur impegnato nell’evangelizzazione, nella catechesi, nella promozione della cultura cattolica, dopo una breve malattia, don Nunzio Russo morì il 22 novembre del 1906. I suoi resti mortali riposano nella chiesa dell’Istituto “San Giuseppe” di Palermo, dove esiste la casa madre delle Figlie della Croce sita in Corso Tukory, 204.
Don Nunzio Russo fu eletto venerabile.
ll processo di beatificazione e di canonizzazione del Servo di Dio Nunzio Russo iniziò nel novembre del 1976 quando il Cardinale Salvatore Pappalardo istituì la sessione per l’istituzione della Commissione storico-archivistica incaricata di raccogliere tutti gli scritti relativi al Servo di Dio e di inviarli al Dicastero Vaticano competente perché fossero esaminati in vista dell’apertura del Processo “conoscitivo” nell’Arcidiocesi di Palermo.
Il 1° dicembre del 2016 papa Francesco autorizzò la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il Decreto riguardante le virtù eroiche del Servo di Dio dichiarando Venerabile don Nunzio Russo, prete della Chiesa di Palermo e fondatore dell’Istituto delle “Figlie della Croce”.
Sabato, 28 gennaio 2017, nella chiesa Cattedrale di Palermo si svolse la solenne Celebrazione Eucaristica di ringraziamento per la dichiarazione di “Venerabile” di don Nunzio Russo. Presieduta dall’Arcivescovo Mons.Corrado Lorefice, erano presenti alla celebrazione anche le Figlie della Croce accompagnate dalla Madre superiora generale Vincenza Iacuzzi.

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Don Mario Torcivia, postulatore della Causa di Canonizzazione, lo descrisse così: “Don Nunzio è stato un infaticabile apostolo nella comunità ecclesiale. Ardente missionario, strenuo assertore dell’importanza della Comunicazione Sociale, illuminato promotore del ruolo della donna nel campo dell’evangelizzazione e della formazione scolastica e solerte operatore sociale. Oggi, a quarant’anni dall’inizio della Causa di Beatificazione, la Chiesa lo ha dichiarato Venerabile”.
Ecco il testo del Decreto: “Lo scorso 1° dicembre 2016 il Vescovo di Roma, il Santo padre Francesco, ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il Decreto riguardante le virtù eroiche del Servo di Dio – ora Venerabile – don Nunzio Russo (1841-1906), prete della Chiesa di Palermo e fondatore dell’Istituto di vita consacrata Figlie della Croce”.

L’ISTITUTO DELLA FIGLIE DELLA CROCE A MISTRETTA

Il Collegio Di Maria, di cui ho parlato nel mio articolo pubblicato nel blog nel mese di ottobre del 2018, si trova in via Anna Salmone, adiacente alla chiesa di San Giuseppe. L’istituto delle Figlie della Croce si trova nella discesa Salamone al numero civico 42, compreso fra la via San Giuseppe e la via Monastero. Probabilmente è la casa donata da don Nicolò Cosentino.

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Nella parte sottostante la chiave di volta è incisa la data della sua costruzione: 1860.

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Si accede all’interno della casa superando alcuni gradini esterni e dopo aver ammirato il portale scolpito a motivi floreali sulla pietra arenaria di Mistretta, sicuramente opera di maestranze locali.

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 Nel piccolo ingresso ci accolgono San Giuseppe, posto nella sua edicola, e il leggio che sostiene il libro del sacro vangelo.

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Una lunga scala, illuminata dalla luce di tante finestre, conduce al piano soprastante.

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Subito, sulla destra, c’è la cappelletta del Crocefisso, che è stata spostata. Ricordo che negli anni ’50 del secolo scorso la cappelletta era sita oltre la sala d’ingresso. La cappelletta è arredata molto semplicemente. Domina sopra l’altare il Crocefisso.

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 Lateralmente ci sono le statue di San Giuseppe e dell’Immacolata.

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  Il tetto è molto bello perché decorato a stucchi policromi.

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 Bello anche il pavimento rivestito di mattonelle di ceramica.

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 Dalla cappelletta si accede al lungo balcone dove le piante aspettano di essere curate.

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Un’altra ampia finestra dà luce all’ambiente.

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 Semplici quadri,  modesti mobili e un’altra piccola statua di San Giuseppe arredano la sala d’ingresso.

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Posto bene in vista, arreda la parete il quadro di don Nunzio Russo.

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L’ambiente da lavoro ospita anche una piccola biblioteca.

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Alcune notizie sull’Istituto delle Figlie della Croce di Mistretta sono state tratte dal libro omonimo della prof.ssa Nina Valenti, che ringrazio.
Le notizie su don Nunzio Russo sono state tratte dal web.

 

 

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3 Comments

  • Nella, sempre superlativa e brava. Grazie per avermi regalato una pagina culturale così intensa.

  • Un sentito grazie per il tuo lavoro appassionato di ricerca sull’Istituto della Figlie della Croce di Mistretta. Risulta piacevole nella lettura, preciso nella descrizione, coinvolgente nei ricordi.
    Una memoria storica che viene trasmessa, grazie a te, ai lettori che come me ti stimano e ti apprezzano.
    I miei complimenti cui si aggiunge un abbraccio di sentito riconoscimento.
    Vincenzo Scuderi

    • Caro Vincenzo il tuo messaggio è stato pubblicato

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