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lug 13, 2020 - Senza categoria    No Comments

LE PIANTE DI PLUMBAGO CAPENSIS NEL MIO GIARDINO A LICATA

 

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Amici, vi è mai capitato di incontrare un recinto, una parete, un muro rivestiti dai rami fioriti della bellissima pianta di Plumbago e di rimanere affascinati dalla straordinaria bellezza dei suoi fiori?
Ebbene, nella mia campagna, in contrada Montesole, a Licata, sono presenti diverse piante di Plumbago.

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Al genere Plumbago appartengono circa 10 specie, particolarmente apprezzate per le abbondanti e continuate fioriture che hanno il loro culmine nei mesi autunnali.
La  Plumbago capensis è la varietà, senza dubbio, più conosciuta e molto diffusa nei giardini.

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Oltre alla Plumbago capensis esistono altre varietà che si differenziano per il colore dei fiori, come quelli blu della Plumbago auriculata e quelli rossi della Plumbago rosea.
Il suo splendido e acceso colore azzurro cielo ha fatto acquisire alla pianta di Plumbago l’appellativo di “Gelsomino azzurro“.
Altri sinonimi sono: Piombaggine, Geranio azzurro, per la forte somiglianza dei suoi fiori color azzurro con quelli dei gerani. 

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La Plumbago anticamente era chiamata “Pianta del piombo” perché si credeva che riuscisse a disintossicare i tessuti avvelenati dall’accumulo di piombo nell’organismo umano.
Ci sono diverse ipotesi sull’origine del nome.
Un’ipotesi attribuisce il nome al colore azzurro “plumbeo” dei fiori di alcune specie.
Un’altra ipotesi sostiene che il nome deriva dagli effetti collaterali provocati da una sua proprietà curativa.
La triturazione della radice stimola una benefica salivazione contro il mal di denti che, però, diventano scuri.
Un’altra ipotesi attribuisce l’origine del nome a una credenza antica secondo la quale la pianta era utilizzata per curare un’affezione degli occhi detta “plumbus”.
Plumbago è un genere di pianta originaria dell’Africa meridionale, in particolare della zona del Capo di Buona Speranza, ma anche dalle regioni tropicali dell’Asia e dell’America.
La Plumbagoappartenente alla famiglia delle Plumbaginaceae, è una pianta longeva, a portamento semirampicante, sarmentosa, disordinata nella crescita. E’ capace di formare magnifici cespugli o folte coperture fiorite in grado di ricoprire in modo scenografico e affascinante qualsiasi tipo di muro, di recinzione o di pergolato.

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La pianta di Plumbago è dotata di una robusta radice fittonante-fascicolata da cui si solleva la parte aerea formata da numerosi fusti semilegnosi nella parte basale ed erbacei in quella apicale, lunghi 1,5-2 metri, e che necessitano di sostegno. Le foglie sono picciolate, oblunghe, intere, con margini lisci, appuntite, di colore verde brillante.

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Da maggio, e fino ai primi freddi autunnali, produce numerose infiorescenze costituite da moltissimi fiorellini ombrelliferi con la corolla a forma di trombetta e composta da cinque petali dal caratteristico colore azzurro cielo. Si attaccano con molta facilità ai vestiti e al dorso degli animali. Sono commestibili e delicati anche per il nostro palato.

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La riproduzione avviene per semi, che sono piccoli e scuri, ma più semplicemente per talea preparata durante tutto il periodo vegetativo.
La Plumbago è apprezzata per la bellissima fioritura il cui periodo e durata dipendono dalle varietà coltivate e dalla regione in cui si trovano. Generalmente avviene nel periodo compreso da aprile a ottobre.
La Plumbago può essere coltivata a scopo ornamentale sia in piena terra sia in vaso.
Per la sua prolungata e abbondante fioritura regala splendide macchie di colore azzurro chiaro.
E’ diffusa nei giardini, nei balconi delle case, nei porticati, nei muretti.
Può essere usata come rampicante, ma deve essere legata perché non produce radici avventizie e viticci, oppure come pianta ricadente.
E’ bene eliminare i fiori di Plumbago man mano che appassiscono, sia per avere una pianta sempre in ordine, sia per eliminare le parti di pianta in deperimento che potrebbero rubare energie preziose alla pianta stessa.
La Plumbago è una pianta delicata, ma facile da coltivare.
Non richiede particolari attenzioni. Necessita di una buona esposizione ai raggi solari, anche se può vivere nella penombra purché filtri una quantità di luce sufficiente. Mentre il sole favorisce la produzione di nuove infiorescenze, posizioni troppo ombreggiate causano carenza di fiori. Inoltre, il luogo deve essere ben riparato dal vento.
Non sopporta il freddo, soprattutto se la pianta è giovane.
Le temperature non devono scendere sotto i 10°C. Invece tollera le alte temperature crescendo bene nelle zone a clima mite.
A Licata, grazie alle temperature gradevoli per quasi tutto l’anno, questa pianta non entra in riposo vegetativo.
Gradisce il terreno leggero, sciolto, sabbioso, leggermente acido, fresco, umido e con una certa quantità di concime a rilascio graduale.
Nel periodo estivo la pianta necessita di irrigazioni regolari, preferibilmente la mattina presto o la sera, dopo il tramonto del sole.
E’ importante evitare i ristagni d’acqua per impedire il proliferare di funghi e il marciume delle radici.
In inverno le bagnature possono essere meno frequenti, ma non assenti.  Non è invece necessario bagnare eccessivamente la pianta nel periodo del riposo vegetativo.
Per favorire la formazione di cespugli compatti e ben vegetati è opportuno effettuare delle potature leggere anche durante la stagione vegetativa. Al termine della fioritura, in autunno, la pianta deve essere potata più energicamente tagliando i fusti legnosi per rinnovare l’apparato aereo in modo da ottenere una maggiore quantità di fiori l’estate successiva.
Oltre che per la fioritura, la potatura è importante per contenere la crescita disordinata della pianta.
La Plumbago è una pianta particolarmente resistente e non si ammala facilmente.
Potrebbe, comunque, essere soggetta a malattie e attaccata da parassiti.
Le temperature elevate e la scarsità d’acqua potrebbero favorire la presenza del ragnetto rosso, un acaro insidioso che punge le foglie e succhia la linfa portando al deperimento della pianta.
In luoghi dove la ventilazione è scarsa potrebbero avere il sopravvento le cocciniglie, i pidocchi e gli afidi.
Bisogna intervenire con appositi aficidi.
Se le foglie avvizziscono, allora è necessario controllare le annaffiature che potrebbero essere o troppo scarse o troppo abbondanti.
Se la pianta non fiorisce, forse il terreno è povero di elementi nutrivi.
La Plumbago non è una pianta pericolosa o dannosa per gli animali domestici.
Addirittura i suoi bellissimi fiori sono commestibili ed il loro gusto è delicato anche per il nostro palato.
Nel linguaggio dei fiori la Plumbago assume il significato di “intesa e complicità”.

 

 

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