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apr 6, 2020 - Senza categoria    No Comments

LE PIANTE DI DIPLOTAXIS ERUCOIDES NELLA CAMPAGNA DI LICATA

 

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Questo grande campo, a Licata, è stato colorato da tantissime piante ondeggianti allegramente spinte dal venticello estivo dell’estate scorsa.
Sono le “Diplotaxis erucoides”, una specie botanica conosciuta a Licata col nome di “Finacciolo”.
Il suo nome comune è “Rucola selvatica”.

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Per la sua grande presenza nei terreni, per il suo carattere infestante, la pianta è conosciuta con tanti altri sinonimi:  Ambulazza (Sardegna, Cagliari), Apullo (Puglia, Lecce), Cauliceddi di Messina (Sicilia), Ciuriddi (Sicilia, Avola), Diplotaxis erucoide (Italia), Euzomi (Toscana), Finacciolu (Sicilia, Avola), Fojje de Criste (Abruzzi), Lassene de senapesche (Abruzzi, Castiglione), Ruchetta violacea (Italia), Rucola salvatica (Toscana, Val di Chiana), Salapune (Abruzzi), Senapa pazza (Abruzzi), Sinacciolu (Sicilia, Avola).
Il nome del genere “Diplotaxis” trae origine da una parola greca composta da “διπλόω” “raddoppiare” e “τακτός” “ordinato” per la disposizione dei semi in doppia fila nel frutto della siliqua.
Il nome della specie “ erucoides” deriva dal greco “εἷδος” “ aspetto” perché simile alla rucola.
E’ una specie assai variabile nella forma, nella divisione delle foglie, nella pelosità e nel colore dei petali tanto che alcuni autori hanno riconosciuto come varietà, o addirittura come specie a se stanti,
la “Diplotaxis erucoides var. apula”, la “Diplotaxis versicolor” che ha foglie col segmento apicale poco più grande dei laterali, la “Diplotaxis erucoides var. hispidula” che ha foglie lirate ed è densamente ricoperta di peli ispidi.
La Diplotaxis erucoides, appartenente alla famiglia delle Brassicaceae, è una pianta erbacea annua diffusa nel bacino del Mediterraneo. In Italia è presente in quasi tutte le regioni.
E’ rara in Liguria e in Toscana, assente in Valle d’Aosta o occasionale in Trentino-Alto Adige. La pianta si aggrappa al terreno mediante una radice a fittone dalla quale partono radichette secondarie. Si erge su un fusto foglioso, di colore verde scuro, eretto, alto 20-60 cm, ramoso e dotato di corti peli.

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Le foglie, dal sapore intenso e lievemente carnose, quelle basali, prima appiattite al suolo e poi erette, sono da pennatosette a lirato-pennatopartite, lunghe sino a 15 cm; quelle superiori sessili, perché prive di picciolo, sono oblunghe, con margine leggermente dentato.

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Gli steli fiorali portano infiorescenze a grappolo di fiori posti all’apice dello scapo fiorale. Ogni fiore, ermafrodita, è composto dalla corolla formata da 4 petali bianchi venati di rosa che vira al colore violetto alla fine dell’antesi, dal calice formato da 4 sepali eretto-patenti, dall’ovario supero con stimma verde; e da 6 stami, di cui 4 centrali più lunghi e 2 laterali fertili più corti, che producono un polline giallo. Fiorisce durante tutto l’anno ma, più abbondantemente dal mese di aprile al mese di luglio.

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Il frutto, sorretto da un pedicello corto, è una siliqua compressa, con valve ellittiche, lineare, ascendente, eretta, terminante con un piccolo rostro, contenente 40-80 minuscoli semi di 1-1,2 x 0,6-0,9 mm, ovoidi o ellissoidi, disposti in due file per loculo.  La riproduzione avviene per seme.  Si autosemina con tale facilità da divenire infestante.
I suoi Habitat preferiti sonoi terreni incolti, gli orti, i vigneti, i muri, a un’altitudine da 0 a 800 metri s.l.m. e un’esposizione in pieno sole.

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Buona pianta commestibile, di essa si usano le foglie e i fiori, che hanno il sapore della senape, lessati in abbondante acqua salata e “ripassati” in padella conditi con olio, aglio e pomodoro.

 

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