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mar 13, 2019 - Senza categoria    No Comments

IN MEMORIA DEL PROF. SEBASTIANO TUSA IL RICORDO DEGLI AMICI DI MISTRETTA E DI LICATA

 

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10 Marzo 2019. Giorno funesto!
L’aereo dell’Ethiopian Airlines, un Boeing 737-8 Max partito da Addis Abeba e diretto in Kenya, è precipitato 6 minuti dopo il decollo trascinando il suo carico di 157 vite umane formato da 149 passeggeri e da 8 membri dell’equipaggio.
L’emerito prof. Sebastiano Tusa è, purtroppo, una delle vittime del disastro aereo.

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Era diretto in Kenia per coordinare un congresso nternazionale organizzato dall’UNESCO a Malindi su un progetto avviato precedentemente nel periodo del Natale del 2018. L’Unesco ha espresso interesse a fare campo a Malindi per creare un centro di interesse storico e di recupero delle tradizioni e della cultura del Kenya.
Il professor Sebastiano Tusa era stato chiamato proprio perché molto competente nel settore dell’archeologia marina.
Le ricerche del prof. Tusa e del suo staff, di concerto con il direttore del Museo Nazionale di Malindi, il prof. Caesar Bita, avevano evidenziato notevoli potenzialità nell’ambito dei ritrovamenti sotto la superficie dell’oceano indiano, al largo di Malindi.
Le altre 7 vittime del disastro aereo erano italiane, persone appartenenti a organizzazioni impegnate nel volontariato e nella cooperazione internazionale italiana.
Non è facile parlare del prof. Sebastiano Tusa, una personalità molto conosciuta, mio compaesano.
Sulla sua biografia sono stati scritti fiumi di parole sia sul Web, sia sulle testate giornalistiche di questi ultimi giorni.
Quindi non vorrei essere ripetitiva.
Vorrei solamente condividere il ricordo dei mistrettesi e dei licatesi di Sebastiano Tusa perché possa essere di conforto alla moglie, la signora Valeria Patrizia Li Vigni, e ai figli Vincenzo e Andrea, che stringo calorosamente in un unico e caloroso abbraccio, e a tutti gli altri familiari.

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Sebastiano Tusa era nato a Palermo il 2 agosto 1952 dal papà Vincenzo, di Mistretta, il famoso archeologo, e dalla mamma signora Aldina Cutroni Tusa, già docente di numismatica nell’ateneo palermitano.
Conseguita la laurea in lettere, Sebastiano si specializzò in Paleontologia. Acquisì una notevole competenza nell’ambito dell’archeologia.
Ha ottenuto, inoltre, diversi e prestigiosi incarichi in tanti campi della cultura.

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Uomo cordiale, affabile, coerente, competente, si esprimeva con parole pacate, essenziali, mai banali.
Possedeva una sapiente capacità di astrazione e di concretezza, rispettoso della storia, delle tradizioni, ma attento e disponibile al nuovo: al contemporaneo.
Purtroppo la sua vita è stata interrotta prematuramente e tragicamente il 10 marzo 2019 a Bishoftu in Etiopia.
Atropo, la Parca della mitologia greca, una delle tre Moire, figlia di Zeus e di Temi, che decreta la morte, ha ritenuto che era giunto il momento di tagliare il filo della vita di Sebastiano Tusa, che era stato tessuto da Clòto e da Làchesi, lasciando sconforto, tristezza, rimpianto, ma anche rilevata memoria per essere stata una figura di spicco per la valorizzazione dei beni culturali della Regione Siciliana.
Scrisse il prof. Leandro Janni, Presidente Consiglio Regionale Italia Nostra Sicilia: ”Una vita comunque spesa bene nell’amore, nella conoscenza e nella libertà”.
Archeologo di fama internazionale, il prof. Sebastiano Tusa aveva una viva passione per il mare dove aveva scorto le enormi potenzialità dei fondali siciliani. Durante la sua intensa attività di ricerca aveva trovato pezzi pregiatissimi del tesoro archeologico siciliano.
Nell’intervista, realizzata nel 2012 presso la Soprintendenza di Siracusa nell’ambito della giornata di studi e della conseguente mostra “I Pionieri dell’archeologia sottomarina: Siracusa e Marsala, dalla Sicilia al Mediterraneo”, il prof. Sebastiano Tusa ha espresso questa sua opinione: “Quello dell’archeologo è un mestiere che si deve fare con passione. Se si fa in maniera svogliata è meglio lasciare perdere“.
L’evento è stato organizzato dall’Assessorato Regionale per i Beni Culturali e l’Identità Siciliana, dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Siracusa, con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana UNESCO e della Nautical Archaeology Society (NAS), in sinergia con Marevivo e l’Area Marina Protetta del Plemmirio e con la partecipazione delle Soprintendenze del Mare di Trapani e con i Servizi Parco delle Isole Eolie e Parco di Marsala.

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Il prof. Sebastiano Tusa fu anche l’ideatore e il creatore della Sovrintendenza del Mare, una struttura dedicata alla ricerca e alla valorizzazione dei reperti nelle acque siciliane e che ha guidato a partire dal 2004, in un’ottica multidisciplinare di motore di ricerca e di tutela delle risorse archeologiche sottomarine.
Queste le sue parole: “Pensare il Mediterraneo, mare complesso e policentrico, diviso e, a tratti, radicalmente polarizzato (…), che rinasce costantemente nella realtà, ma anche in noi stessi che abbiamo il privilegio di sentirlo scorrere nelle nostre vene spirituali”.
Dagli anni 2000 è stato docente di Archeologia Marina nel corso di laurea triennale in Biologia Marina, con sede a Trapani, dell’Università degli Studi di Palermo.
È stato, inoltre, professore di Paletnologia presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e docente a contratto alla Scuola di Lettere e Beni culturali dell’Università degli studi di Bologna. Nell’anno accademico 2015-2016 è stato docente a contratto presso l’Università Philipps di Marburgo, in Germania.
Tra i suoi numerosissimi impegni annoverava anche la presidenza dell’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee fondata da Lucio Messina. L’istituzione accoglie persone insignite ogni anno del Tridente d’Oro, il «Nobel del Mare» che, sin dal 1960, riconosce tutti coloro che valorizzano nel mondo la risorsa «MARE».
Anche Sebastiano Tusa, sin dal 2005, fu un “Tridente d’Oro” per le sue preziose ricerche di archeologia subacquea.
Nel mese di gennaio 2010 era stato nominato Socio onorario dell’Associazione Nazionale Archeologi.
Nel 2018, nominato Assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana dal presidente Nello Musumeci, non aveva perso il suo stile schietto che non lasciava spazio a equivoci.
In un’intervista, rilasciata al Giornale di Sicilia alcune settimane fa, aveva detto chiaramente di non avere risorse finanziarie sufficienti per realizzare tutti i progetti che frullavano nella sua mente per la Regione Siciliana.
Le sue parole: “Non mi resta che chiedere aiuto a sponsor privati”.
Questi sono soltanto alcuni degli innumerevoli impegni che il prof. Sebastiano Tusa adempieva con responsabilità e competenza.
Moltissime sono state le testimonianze di stima e di cordoglio per la sua prematura scomparsa da parte di studiosi, di politici, di  ambientalisti, di giornalisti, di gente comune come dimostrano i messaggi che ho letto su Facebook e di cui riporto integralmente alcuni testi.
Il divulgatore scientifico Alberto Angela in un’intervista a Repubblica ha ricordato Sebastiano Tusa: “La sua scomparsa mi addolora, è una tragedia che colpisce tutti noi. Ricordo di aver incontrato il prof.Tusa in diverse occasioni. Avevamo fatto un’immersione insieme alla scoperta di un relitto romano a 35 metri di profondità a Levanzo, nelle Egadi.
Il prof.Tusa era certamente una delle figure più luminose dell’archeologia: direi che si è spenta una luce.
Mi avevano sempre colpito la sua grande professionalità, il suo entusiasmo, la sua capacità di organizzare la ricerca e le scoperte.
Sono molto vicino ai suoi cari, che sono stati così duramente colpiti da questa tragedia. Penso anche a quanto ci mancherà la sua capacità di viaggiare nel passato e anche la sua umanità. Era una persona straordinaria
”.

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Il prof.Francesco Giambrone ha scritto: “All’Oratorio di San Lorenzo hanno scritto le parole giuste per ricordare l’uomo, lo studioso e l’amministratore pubblico.
Sebastiano Tusa era un uomo gentile che ha amato sempre la bellezza e che ha dedicato la sua vita alla ricerca, con passione e con competenze rare. È giusto ricordarlo come merita, con affetto e con riconoscenza
”.

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IBAM CNR – Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali ha scritto: ” La Sicilia e la comunità archeologica siciliana, nazionale e internazionale perdono oggi una delle sue menti più brillanti e vivaci. Archeologo esperto, capace, profondo conoscitore dell’archeologia siciliana, ha dato con i suoi lavori un contributo fondamentale per la crescita di conoscenze nel settore. Da qualche anno, da esperto conoscitore della macchina regionale, aveva deciso di affacciarsi alla politica andando a guidare uno degli assessorati più importanti della Sicilia, quello dei beni culturali.
Guidare un assessorato di quel tipo può avvenire solo se si è capaci di abbinare competenze scientifiche a capacità gestionali e di indirizzo. Sebastiano Tusa possedeva tutto questo.
La ricerca siciliana, quella di chi opera nella interazione tra saperi multidisciplinari cui Sebastiano credeva molto, perde un saldo punto di riferimento.
Il direttore Daniele Malfitana e tutto il personale dell’Istituto IBAM CNR sono addolorati e vicini alla famiglia
”.

La Soprintendenza del mare ha scritto: “ Abbiamo appreso con sgomento la notizia della morte di Sebastiano Tusa, da circa un anno assessore regionale ai Beni culturali.
Ma, al di là della carica politica, per noi è rimasto il Soprintendente del Mare, struttura da lui creata dopo aver dato vita al GIASS (Gruppo Intervento Archeologia Subacquea Sicilia) e successivamente allo SCRAS (Servizio Coordinamento Ricerche Archeologiche Sottomarine).
A Sebastiano ci legano ricordi bellissimi, un lungo impegno quasi a inseguire, tra mille difficoltà, il sogno di una Sicilia diversa e bellissima. Per lui, che aveva il cuore rivolto al passato, ma la mente proiettata al futuro, il lavoro era una forma di impegno civile e totale a cui si dedicava interamente senza mai fermarsi o abbattersi.
Con un entusiasmo che non cessava mai di colpirti e di coinvolgerti.
Sebastiano Tusa ci lascia il 10 marzo del 2019, il giorno in cui la storia ricorda come la data della celebre Battaglia delle Egadi che, tra tutte le scoperte della sua lunga carriera, era quella di cui andava più orgoglioso: avere ricostruito con precisione lo svolgersi della giornata e il luogo preciso dove avvenne lo scontro fino ad allora ancora incerto
.
Molti l’hanno conosciuto come archeologo preistorico, settore a cui ha dedicato buona parte della sua vita.
Indimenticabile il suo libro “La Sicilia nella preistoria”, scritto quando aveva appena trent’anni.
Alla luce delle sue ricerche, i suoi studi in vari siti dell’Isola, la sua visione innovativa dell’evoluzione delle prime comunità di cacciatori e raccoglitori che popolavano la Sicilia, si può affermare che con lui scompare anche l’ultimo grande maestro della preistoria siciliana.
Con la sua morte si annulla uno studioso di fama internazionale, che dava prestigio alla Sicilia e rappresentava l’anima più bella della nostra terra, che sapeva mettere al centro il recupero della memoria storica e l’orgoglio delle sue radici, pur sentendosi contemporaneamente e con lucidità cittadino del mondo.
Per noi è stato un grande onore conoscerlo, averlo vicino, lavorare fianco a fianco.
A tanti mancherà lo studioso prestigioso, il ricercatore instancabile, il funzionario brillante.
A noi mancherà il carissimo amico, il fratello maggiore con cui abbiamo condiviso anni di passione e di lavoro, avendo insieme nel cuore una speranza per una Sicilia più bella e più giusta.
L’auspicio è che si possa fare tesoro della sua eccezionale conoscenza, del suo stile, della sua competenza, del suo entusiasmo, della sua umiltà: un modello da seguire e da imitare.
Solo in questa maniera può trovare senso una tragedia incomprensibile e una scomparsa inaccettabile”.

I mistrettesi ricordano il prof. Sebastiano Tusa, il nobile, il famoso paesano con questi attestati:
Cambia Mistretta: “La Città di Mistretta apprende, con costernazione e incredulità, la notizia dell’enorme tragedia in cui ha perso la vita, tra gli altri, il Prof. Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale – attuale Assessore Regionale ai beni culturali. Il Sindaco, l’avv. Liborio Porracciolo, in nome di tutti gli Amastratini, si unisce al dolore dei familiari del compianto Prof. Sebastiano Tusa esternando il più sincero sentimento di gratitudine per il prestigio che lo stesso ha dato alla Città delle sue origini. Preannuncia Il lutto cittadino per la giornata in cui saranno celebrati i funerali”.

L’Assessore Lorenzo Cocilovo: ” Era un professionista molto stimato e prestato temporaneamente alla politica. E’ stata una grave perdita per la cultura siciliana. Gli sia lieve la terra”.

L’amico Nino Davì: “ Ciao Sebastiano, Sara ed io vogliamo ricordarti così sereno e rilassato…..in campagna da noi, a Rubini a Mistretta.
Una grande e leale amicizia, un notevole rapporto di studio e di lavoro univa Nino Davì e Sara (Rosaria) Di Salvo.

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Da sx: la moglie Valeria Li Vigni, la sorella Lidia, Sara ,la madre Aldina Cutrone, Sebastiano Tusa

Nino Davì afferma:” Finalmente la Regione Siciliana aveva un assessore giusto al posto giusto non il solito politicante di turno. Un uomo di grande cultura e soprattutto conosciutissimo in tutto il mondo scientifico e archeologico.
Sara aveva lavorato tanto con lui e avevano fatto numerose pubblicazioni
.”

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Per le conoscenze e le competenze acquisite, la prof.ssa Sara Di Salvo, laureata in Scienze Biologiche, e il prof. Sebastiano Tusa spesso lavoravano insieme.
Per la specifica preparazione nel settore dell’Antropologia fisica e della Bio-archeologia la prof.ssa Sara Di Salvo ha partecipato a numerose campagne di scavi archeologici per il recupero e l’analisi antropologica e paleopatologica dei resti scheletrici umani, inumati e incinerati.
In qualità di responsabile del laboratorio osteologico ha coordinato tutte le attività di ricerca e di analisi dei reperti scheletrici; ha fornito consulenza e collaborazione scientifica per le analisi antropologiche ad Istituti Universitari italiani e stranieri, alle Soprintendenze di Palermo, di Trapani e di Caltanissetta e alla Soprintendenza del Mare.
Ha collaborato all’organizzazione di numerose mostre ed ha svolto attività didattica museale nell’ambito dell’Antropologia fisica.
Ha svolto, in qualità di professore a contratto dall’anno accademico 2003 al 2009, l’insegnamento di “Antropologia” per il Corso di Laurea in Beni Archivistici e Librari presso l’Università degli Studi di Palermo – sede di Agrigento.
Collabora dal 2006 con Deparment of Human Evolution, Max Planck Institute for  Evolutionary Anthropology- Leipzig, Germany – per esami di isotopi stabili e datazioni assolute su reperti scheletrici rinvenuti durante gli scavi archeologici e custoditi nel laboratorio osteologico del Museo A.Salinas.

10 Sara e Sebastiano Tusa a Partanna OK

11Sara e Sebastiano Tusa a Partanna OK

Il 1° è Sebastiano Tusa, la 4° è Sara Di Salvo

Nella Seminara: “Carissimo Nino sono molto dispiaciuta per la prematura morte di Sebastiano Tusa.
Abbiamo perso un grande studioso di archeologia subacquea e, soprattutto, un amico affettuoso.
Ho conosciuto il prof. Sebastiano Tusa tanti anni fa quando veniva a Licata per incontrare i giovani sommozzatori del CAS (Centro Attività Subacquee), il circolo gestito dal presidente, il prof. Carmelo De Caro, e di cui facevo parte anch’io, che collaboravano nelle ricerche di reperti archeologici marini nel mare di Licata”.

Padre Damiano Amato: “ Noi MISTRETTESI dobbiamo essere orgogliosi del galantuomo Sebastiano Tusa. A Mistretta suo papà, altro grande uomo, è nato”.

Il poeta Filippo Giordano: “Purtroppo, fra i 157 passeggeri che si trovavano sul Boeing 737 dell’Ethiopian Airlines decollato da Nairobi e precipitato stamattina vicino ad Addis Abeba c’era anche l’assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana Sebastiano Tusa, archeologo, Sovrintendente del Mare della Regione, il quale era figlio del mistrettese Vincenzo Tusa, anche egli archeologo, deceduto circa sei anni fa. Fonti giornalistiche asseriscono che Sebastiano Tusa era diretto in Kenya per partecipare a una conferenza di archeologia subacquea dell’Unesco.
Sebastiano Tusa ovviamente conosceva bene Mistretta fin da piccolo in quanto suo papà Vincenzo, quand’era in vita, soleva spesso trascorrere le sue vacanze estive a Mistretta.
Negli ultimi anni le visite di Sebastiano Tusa a Mistretta si erano rarefatte a causa dei suoi molteplici impegni professionali e tuttavia, proprio qualche paio di mesi fa, a un nostro amico mistrettese, che lo aveva contattato a chiusura di un evento culturale tenutosi in un paese della cintura etnea, aveva dato appuntamento proprio a Mistretta dove contava di trascorrere alcuni giorni.
Con lui Mistretta perde un ulteriore spiraglio di crescita e di lucida eco
”.

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La prof.ssa Marisa Antoci : “Notizia Incredibile e assurda. Assurda come la vita, a volte. È morto il prof. Sebastiano Tusa, soprintendente del mare e assessore regionale.
Persona umile, amabile, un grande studioso e archeologo del mare. Un illustre amastratino che abbiamo avuto l’onore di incontrare l’anno scorso
”.

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Da sx: i prof. Graziella Ribaudo, Sebastiano Tusa, Marisa Antoci

La prof.ssa Graziella Ribaudo: “ Grave perdita per la cultura, senza confini, come il Mediterraneo che conosceva fin negli abissi e che ci ha fatto amare di più illustrandolo come origine di civiltà e scrigno inesauribile di tesori. R. I. P. Professore Sebastiano Tusa”.

Gli Alunni del triennio dei Licei incontrano il Prof. Sebastiano Tusa soprintendente del Mare della Regione siciliana: ” Persona umile, amabile, un grande studioso e archeologo del mare. << pensare il Mediterraneo, mare complesso e policentrico, diviso e a tratti radicalmente polarizzato….(….) ….che rinasce costantemente nella Realtà ma anche in noi stessi che abbiamo il privilegio di sentirlo scorrere nelle nostre vene spirituali” 24.01.2017

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Giuseppe Ciccia: “Appresa la notizia del TGR Sicilia della morte del  prof. Sebastiano Tusa, sono rimasto grandemente addolorato e commosso sia per la personale amicizia, sia per il valore dell’uomo che dell’archeologo. Le mie più sentite condoglianze unite a quelle dell’Associazione Progetto Mistretta  e del suo presidente Nino Testa grossa“.

Custode Angelo Porrazzo: “ Apprendo con dispiacere e costernazione la triste notizia della morte del prof. Sebastiano Tusa, insigne archeologo di origini mistrettesi , ma anche uno degli assessori più competenti e onesti che hanno calcato le soglie del Palazzo d’Orleans. A nome mio personale e per conto  dell’Associazione Kermesse d’Arte ci uniamo al dolore dei familiari“.

Stena Gulisano: “ R. I. P. Grande uomo di cultura e di umanità’”.

Marianna Tita: “ Mi dispiace tanto”.

Il dott. Luciano Catania,  segretario comunale e giudice tributario : “ Raramente per la morte di un politico si registra un dolore così diffuso. Sarà per il modo con cui è scomparso o sarà perché la cultura, la serietà, la preparazione e la correttezza non sono valori da archeologia”.

Salvatore Timpanaro: ”Attonito, costernato e incredulo, mi associo al dolore dei familiari e di tutti i rotariani per la perdita improvvisa dell’amico Sebastiano Tusa. Ciao Sebastiano, grande uomo, insigne studioso, illustre figlio di Sicilia, amastratino iure sanguinis (come me) e Rotariano autentico. Tibi terra levis sit. Che la terra ti sia lieve, amico mio”.

Il dott. Mario Salamone: “ Attonito, esprimo le più sentite condoglianze a tutti i familiari del prof. Sebastiano Tusa che ho avuto il piacere di conoscere al Circolo Unione di Mistretta in occasione della premiazione del padre Vincenzo (premio Maria Messina) anche lui archeologo di fama internazionale”.

Vincenza Elmo: “Non appena ho sentito il nome ho capito che parlavano del nostro compaesano mi dispiace tanto, condoglianze alla famiglia”.

L’insegnante Lucia Canuto: “ Io ho avuto un presentimento, l’ho capito dal nome e dal cognome, è stato un sesto senso, sono andata a cercare su wikipedia ed ho scoperto che il prof. Sebastiano Tusa ha origini di Mistretta, sono scioccata e dispiaciuta”.
Anche i messaggi degli amici di Licata sono stati tantissimi:

Il dott. Pino Galanti, Sindaco di Licata: “Sono profondamente addolorato per la terribile notizia dell’inattesa scomparsa dell’Assessore Tusa. La Sicilia perde un uomo ed un professionista che l’ha amata e servita come pochi altri, un fine conoscitore della sua bellezza e del suo patrimonio artistico-culturale.
Sebastiano Tusa, in questi mesi di mandato, aveva dimostrato di apprezzare anche la nostra Licata.
È per uomini come lui che, ancor di più, dobbiamo dare prova di amare la nostra Città. Riposa in pace Sebastiano!

Il Sindaco Pino Galanti e la Giunta comunale porgono le più sentite condoglianze alla famiglia del Prof. Tusa”.

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Da sx: Carmelo Pullara, Giuseppe Galanti, Sebastiano Tusa

L’on.le Carmelo Pullara, capogruppo di Autonomisti e Popolari all’Ars: “Persona perbene e dignitosa, che ha sempre mantenuto un profilo basso nel suo lavoro, ma di grande sostanza e concretezza. Essere stati a contatto con lui è stata una crescita umana sotto tutti i punti di vista. Sono veramente addolorato per la morte dell’assessore regionale ai Beni Culturali Sebastiano Tusa.
Una tragedia immane, stento ancora a crederci.
La Sicilia, la nostra terra, perde una grande risorsa.
Esprimo, insieme a tutti i componenti del gruppo parlamentare, le più sincere e sentite condoglianze alla famiglia
”.

L’ archeologo dott. Fabio Amato, a LICATA NET : “Una notizia difficile da digerire ma è la triste realtà.
Oggi se ne è andato un grande archeologo, un grande uomo, un sognatore e al contempo un esemplare padre di famiglia.
Sebastiano Tusa ci ha lasciati dopo aver offerto la sua vita alla cultura, allo studio dell’antichità e dell’archeologia.
Lo conobbi grazie ad Alberto Scuderi e alla nostra passione comune per la preistoria siciliana e per l’archeologia subacquea.
Per me, giovane laureato in archeologia, rappresentava un esempio da seguire.
Insieme, dopo tanti anni, avevamo ripreso le indagini archeologiche subacquee nel mare di Licata con il sogno comune di ritrovare le navi puniche e romane affondate durante la battaglia di capo Eknomos.
La paura di perderlo l’avevo già provata qualche anno fa, quando mi dissero che per lui non ci sarebbe stato più niente da fare.
Addio Grande Amico e Collega.
Sei passato ad altro mondo il 10 Marzo del 2019, nel giorno in cui ricorre l’anniversario della battaglia delle Egadi del 241 a.C.
Un strana coincidenza con un significato ben preciso ma che, per noi di questo mondo, assolutamente non comprensibile.
Non potrò mai scordare i suoi consigli; uno in particolare: <<passaci su caro Fabio, ma senza dimenticare>>.
Ho sempre seguito il tuo consiglio e lo seguirò anche in questa occasione.
Anche se sarà difficile passarci su con facilità, ti assicuro che né io né chi ti ha conosciuto potrà mai dimenticarti
”.
In un suo post su Facebook, datato 18 marzo 2019, il dott Fabio Amato scrisse: “Nel 2013 comunicai al Prof. Sebastiano Tusa di aver individuato il primo reperto archeologico presso la secca della Poliscia di Licata.
Organizzammo in un baleno il recupero del ceppo d’ancora litico datato a 2600 anni fa coinvolgendo la Soprintendenza del Mare, la Soprintendenza di Agrigento, la Guardia di Finanza, il comune di Licata, la Lega Navale, i Gruppi Archeologici d’Italia.
Al recupero partecipò lo stesso PROF.Sebastiano Tusa e quella fu per lui la prima e l’ultima immersione nel sito archeologico subacqueo della Poliscia.
Fu l’inizio di un bellissimo periodo di ricerca durato 6 anni in cui sono cresciuto professionalmente grazie alla collaborazione avviata col prof. Tusa.
Sei anni di ricerche scandite da tre convegni   e da tre mostre ai quali il Prof. TUSA non è mai mancato.
Grazie alla sua grande disponibilità, al suo pensiero liberale, alla sua grande cultura e, al tempo stesso, alla sua grande umiltà, ha fatto sì che si concretizzasse il mio sogno: costituire il Museo del Mare a Licata.
Oggi sarei felicissimo se il piccolo Museo del Chiostro Sant’Angelo fosse intitolato al caro Sebastiano Tusa, scomparso una settimana fa in un incidente aereo.
Purtroppo con Tusa non siamo riusciti a concludere alcuni progetti. Uno di questi riguardava l’ampliamento del Museo del Mare con i reperti recuperati negli anni ‘80 dalla Soprintendenza di Agrigento, oggi finiti nei magazzini della Badia.
Mi permetto di suggerire all’Amministrazione Comunale di Licata di sollecitare il nuovo Soprintendente di Agrigento al prestito di quei reperti e di procedere all’intitolazione del museo al prof. Sebastiano Tusa, possibilmente in occasione dell’ampliamento museale”.

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Sebastiano Tusa – Fabio Amato

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Il giovane Pierangelo Timoneri, componente della Pro Loco di Licata: ” Grazie al Gruppo Archeologico Finziade e a Fabio Amato ho avuto l’onore di conoscere il prof. SEbastiano Tusa, al quale avevo espresso il rammarico sulla difficile fruizione dei siti culturali di Licata, in occasione dell’incontro avuto al Comune di Licata qualche mese fa. Una grandissima personalità che sapeva ascoltare, profondamente appassionato e impegnato nei beni culturali.
Diverse volte era venuto a Licata.
Si è tanto interessato alla costituzione del Museo del Mare. Lo rimpiangeremo, ma seguiremo le sue orme
”.

L’intervista del prof. Francesco Pira al prof. Sebastiano Tusa: “ Mi piace ricordarlo cosi Sebastiano Tusa, con le sue parole durante una nostra conversazione per Scrivo Libero.
Abbiamo parlato del mare, della nostra Sicilia e della cultura.
L’intervista –Francesco Pira- Sebastiano Tusa: “A mare non c’è burocrazia ed è tutto più semplice e meno noioso!”
Un giorno Angelo Mazzotta, simpaticissimo e arguto editore siciliano,  mi dice: “Tu ami il mare. Devi leggere questo libro”.
Il libro che mi dona Angelo Mazzotta è quello scritto dall’attuale Assessore alla Cultura, il prof. Sebastiano Tusa.  Ho sempre apprezzato la sua storia personale e professionale.
” Una carriera professionale incredibile, un curriculum davvero prestigioso ed oggi un ruolo politico-istituzionale delicatissimo. Forse è più facile trovare reperti straordinari nel mare che governare la cultura in Sicilia?

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-Governare la cultura in Sicilia significa affrontare ostacoli la cui natura è spesso imprevedibile poiché generata da cause di difficile interpretazione e di difficile superamento. La difficoltà più grande che riscontro nel mio compito di assessore è superare la burocrazia e la lentezza dell’apparato pubblico. A mare non c’è burocrazia ed è tutto più semplice e meno noioso!
Quale è il suo rapporto con il mare? Lo ama sempre? Ha paura, rispetto, passione pura?

b ok

-Lo amo quasi incondizionatamente ma con grande rispetto.
Nella mia lunga esperienza di mare, la paura è sempre stata presente e ritengo che sia indispensabile averla poiché ti salva la vita.
La passione è il cemento che ti fa superare le difficoltà e ti aiuta nel rispettare il mare e nel comprenderlo.

c ok

Cosa conserva il nostro mare che ancora non è stato scoperto?
-Immensi giacimenti culturali sotto forma di insediamenti sommersi e migliaia di relitti di navi che purtroppo si persero tra i flutti. Nell’ambito della lunga storia della navigazione e del rapporto tra uomo e mare ancora sappiamo veramente poco o nulla dei periodi più antichi, della preistoria e protostoria.
Il suo libro “Euploia Buona navigazione “è una storia bellissima raccontata benissimo o è la dimostrazione che si può fare tanto anche andando contro l’eredità che Tomasi di Lampedusa ci ha lasciato? In fondo lei è stato rivoluzionario?

d ok

-La volontà di cambiare e di fare qualcosa di positivo per questa terra ha sempre animato la mia vita avendo come principale modello il lavoro di mio padre.
La ricerca archeologica subacquea rimane nella percezione di tutti spettacolare e difficilmente descrivibile. Ci racconta episodi per lei indelebili?
-Una delle emozioni maggiori la provai in Libia, precisamente in Cirenaica qualche anno fa.
Avevamo individuato i resti di una nave attraverso la presenza di numerosi cannoni in ferro sul fondo del mare.
Stavo lavorando presso uno di questi per ripulire la parte posteriore onde capire l’origine attraverso il simbolo araldico che in genere è in rilievo in quella parte dell’affusto. A un certo punto, rimuovendo con cura la concrezione, mi apparve chiarissimo il leone alato di Venezia.
Era come se quell’oggetto mi avesse voluto svelare la sua storia.
Da quell’indizio riuscimmo a trovare il nome della nave e a riscoprirne la storia.
Si è mai chiesto come è possibile non amare il mare della Sicilia, fargli del male?

-Purtroppo me lo sono chiesto e l’unica risposta che riesco a dare è: ignoranza e voglia spasmodica di profitto a tutti i costi.
La prima si può contrastare, e ci stiamo riuscendo grazie ai giovani sempre più coscienti. La seconda è dura a morire.
C’è un libro che sogna di scrivere o qualcosa che vuole ancora narrare?

e ok

-Le mie storie dell’attività in Oriente.
Penso di essere stato fortunato poiché ho vissuto l’Oriente quando ancora non era stato contaminato dalla guerra.
Sarebbe bello oltre che giusto raccontarle”
.

Il prof.Calogero Carità:“ Carissima Nella, ormai sul prof. Sebastiano Tusa si stanno consumando fiumi di inchiostro.
Direi che il pensiero più bello e più sentito l’ha espresso il dott. Fabio Amato che il prof. Sebastiano Tusa ha conosciuto bene e con lui ha lavorato sul campo.
Tutti scrivono che gli si dedichi una strada.
Non conoscono le norme sulla toponomastica.
Devono trascorrere dieci anni di tempo, a meno che la prefettura non dia una deroga speciale su motivata richiesta.
In ogni caso nessuna strada del centro storico di Licata può essergli dedicata, nè si possono modificare intitolazioni già esistenti.
Restano solo liberi da intitolare vicoletti chiusi, stradine di pochi metri nei labirinti delle zone molto periferiche di Licata.
Io ho già espresso il mio pensiero per la scomparsa di questo grande studioso e di questo qualificatissimo assessore ai BB.CC. unendomi a diversi post.
Ho proposto, ed è anche la soluzione migliore, di intitolargli il MUSEO DEL MARE allestito
nel chiostro Sant’Angelo di Licata da lui voluto e da lui sostenuto.
La città di Licata sia a lui sia al papà Vincenzo, già soprintendente alle antichità di Palermo e Trapani, deve tantissimo.
Suo papà salvò il castel Sant’Angelo dalla vendita all’asta e lo fece transitare dal demanio dello Stato al demanio dei beni culturali della Regione Siciliana.
E’ una battaglia che io ho vinto grazie al suo appoggio che garantì al castello anche un custode ed avviò l’iter per il suo recupero con opere di consolidamento e restauro”.

La prof.ssa Rosaria Merro: “ Una notizia terribile. Una perdita inaspettata e gravissima per il mondo dell’Archeologia”.

AAL (Associazione Archeologica Licatese): ” Una notizia terribile che ci lascia tutti sgomenti.
Una gravissima perdita per il mondo dell’Archeologia e per tutta la comunità scientifica nazionale e internazionale”.

La prof.ssa Vitalba Sorriso, presidente dell’Associazione Archeologica Licatese, ha scritto: “ E’morto Sebastiano Tusa in un incidente aereo in Etiopia. Grande perdita per la Sicilia. Con lui è morta l’archeologia in Sicilia”.
Sebastiano Tusa è stato a Licata, negli ultimi anni, a più riprese. L’ultima volta era venuto, da assessore regionale, il 19 di novembre u.s. e aveva partecipato a un vertice, con l’amministrazione comunale e con le associazioni, durante il quale era stato fatto il punto sulla situazione dei beni monumentali di Licata ed era stata stilata una road map per il recupero e la fruizione
”.

LICATA IN RETE: “ Il prof. Sebastiano Tusa conosceva e apprezzava la nostra città.
Anche a lui si devono le campagne di ricerca, condotte nel mare di Licata.
La morte di Sebastiano Tusa è una grave perdita anche per Licata.
Così è vista da tutti la scomparsa dell’assessore regionale Sebastiano Tusa avvenuta nell’incidente aereo verificatosi questa mattina in Etiopia.
Tusa era archeologo di fama internazionale, profondo conoscitore della storia siciliana oltre che della nostra città.
Diverse, infatti, le ricerche sostenute, insieme alle associazioni locali, nel nostro mare quando era alla Soprintendenza del Mare.
Anche di Licata si stava occupando durante il suo mandato da assessore.
Sul suo tavolo, infatti, era arrivata la relazione tecnica in cui si avvalora la tesi dell’esistenza di un teatro greco nella nostra città.
A Licata era stato lo scorso 19 novembre quando, durante un incontro con l’amministrazione comunale, affermava che Licata aveva tutte le potenzialità per puntare sul turismo attraverso la valorizzazione dei beni monimentali, archeologici, paesaggistici e ambientali di cui Licata è ricca.
Una grave perdita per la Sicilia, quella di Sebastiano Tusa. Una grave perdita, anche per la nostra città
”.

QUI LICATA: ” Siamo vicini alla famiglia del prof. Sebastiano Tusa alla quale rivolgiamo, come consiglio comunale, le più sentite condoglianze per la gravissima perdita”. A dirlo è Giuseppe Russotto, il presidente del consiglio comunale di Licata, intervenendo sull’incidente aereo di stamani in Etiopia in cui hanno perso la vita 158 persone tra cui l’assessore regionale ai Beni Culturali Sebastiano Tusa. Per tutta la nostra isola si tratta di una perdita gravissima”.

Gruppo Archeologico Geloi: ” Addio Prof. Tusa.
Vogliamo ringraziarLa per tutto quello che ha fatto per il nostro gruppo e per la grande fiducia che ha sempre voluto accordarci.
Per la vicinanza e per l’amore verso la cultura e l’archeologia che ha sempre accompagnato i suoi passi.
Gela e la Sicilia perdono un grande uomo”.

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 Il  Gruppo Archeologico Geloi

Esattamente a tre mesi di distanza dalla tragica scomparsa, lunedì 10 giugno 2019 la famiglia Tusa e la Regione Siciliana hanno dato l’ultimo saluto al congiunto e  assessore ai Beni Culturali Sebastiano Tusa con il rito di una Santa Messa di suffragio celebrata dall’arcivescovo Corrado Lorefice nella cattedrale di Palermo sita in Corso Vittorio Emanuele. La Sicilia, la famiglia, il mondo della cultura hanno voluto ricordare l’uomo, l’archeologo, l’assessore che, con la sua tragica scomparsa, ha lasciato un grande vuoto e una notevole eredità di idee e di progetti da perseguire.
Mancavano le spoglie mortali del prof. Tusa, non recuperate dopo l’incidente.
Alla moglie, signora Valeria Li Vigni e alla sorella, signora Lidia Tusa, è stato consegnato un vasetto contenente un pugnetto di terra prelevata sul luogo dell’impatto, in Etiopia.
Nello Musumeci, il presidente della Regione Siciliana, è stata una delle prime persone giunte sul sagrato della cattedrale di Palermo.
Dentro la chiesa c’era tutta la giunta regionale, il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gianfranco Micciché e i rappresentanti dei gruppi parlamentari e i deputati che hanno voluto rendere omaggio all’assessore-archeologo Sebastiano Tusa. Presenti anche Leoluca Orlando, il sindaco di Palermo,  i rappresentanti delle forze militari e dell’Università e tanta gente comune.
Nella omelia l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice ha detto: “Solo nella fede in può spiegare l’improvvisa e prematura morte di Sebastiano Tusa.  I gesti di bellezza umana che il professore Tusa ha espresso nella sua breve, ma meravigliosa permanenza nella casa degli uomini che è la terra, sono indistruttibili e votati all’eternità. Questa è la consolazione che ci dà la fede e di cui ci parla l’apostolo Paolo: <<La nostra speranza nei vostri riguardi è salda. Sappiamo che come siete partecipi delle sofferenze lo siete anche della consolazione>>.
In seguito, in una grande sala del palazzo d’Orleans hanno esposto i loro interventi commemorativi: Nello Musumeci,  Presidente della Regione Siciliana, Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo, Fabrizio Micari, Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Valerio Massimo Manfredi, scrittore e storico. Nello Musumeci, visibilmente commosso, ha detto: “In ciascuno di noi domina un sentimento di dolore, di sconforto di impotenza, di rabbia. Avremmo voluto commemorare questa cerimonia davanti a una bara sulla quale depositare un fiore. Per questo abbiamo atteso tre mesi, un’illusione che abbiamo inseguito tutti. Non sappiamo se quella bara un giorno arriverà o se dovremo accontentarci di ricordare Sebastiano Tusa per la sua nobile esistenza“.
La commozione dei presenti per la tragica fine del prof. Tua è stata tantissima.

Su alcune testate giornalistiche si apprende che sono stati identificati i resti del prof. Sebastiano Tusa. Il responsabile dell’Unita di crisi della Farnesina ha telefonato alla signora Valeria Li Vigni comunicando l’esito tanto atteso.
Si spera che le spoglie mortali del prof. Sebastiano Tusa possano ritornare a Palermo.
Sono i primi dati ufficiali ottenuti dalle comparazioni dei DNA forniti dalle famiglie delle vittime sui 3000 reperti raccolti sul luogo dell’impatto.

Nel cortile Maqueda di Palazzo dei Normanni a Palermo è stato deposto un paio di occhiali che ricordano quelli inforcati dal prof. Sebastiano Tusa. L’opera d’arte è stata realizzata dall’architetto Salvatore Gentile. Alla cerimonia hanno partecipato: la signoraValeria Patrizia Li Vigni, i familiari, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, alcuni membri del governo regionale.
Il  ricordo del presidente Miccichè:Quando si commemora una personalità multiforme, poliedrica, come quella di Sebastiano Tusa, si rischia di scivolare nella retorica. Era un uomo che amava studiare in maniera approfondita prima di cominciare le <<campagne>> di scavo in terra e negli abissi marini. Grande archeologo, Sebastiano Tusa, si dedicò alle ricerche marine, rivelando anche grandi doti di subacqueo. La sua fu un’intuizione vincente, partendo da ciò che gli storici avevano raccontato nei secoli. Per esempio, che il mare delle Egadi fu il teatro di guerra tra romani e cartaginesi. Ripeteva spesso: “Quello che ha la Sicilia di differente da altre zone del Mediterraneo è che qui la stratificazione culturale ha lasciato in tutti i segmenti della sua storia opere di grande rilievo, opere eccellenti, per cui qui si può avere uno spaccato della storia del Mediterraneo stesso, con visioni diverse da quelle di altre zone”. “La tutela del mare – amava dire – non può prescindere dalla conoscenza del patrimonio che custodisce. Un patrimonio che non deve essere riservato soltanto agli addetti ai lavori, ma deve attrarre un pubblico più vasto”.
Il ricordo di Alessandro Arico, capogruppo DB all’Ars:Uomo di grande cultura e umanità, Sebastiano Tusa ha rappresentato un’inestimabile risorsa per la vita culturale della Sicilia. La sua storia professionale parla da sola, sarà molto arduo trovare un altro assessore ai Beni culturali che sia alla sua altezza. Lo conoscevo da oltre dieci anni, mi legava a lui un forte rapporto di amicizia e ricordarlo oggi mi commuove profondamente. Vivrà oltre la sua morte perché del suo lavoro e dei risultati ottenuti nel campo dei Beni culturali si parlerà per secoli. Tutti noi dobbiamo essere orgogliosi di averlo conosciuto. Il miglior modo per ricordarlo sarà quello di portare avanti tutte le sue idee e le sue azioni”.

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Immerso nei fondali di Ustica, il cuore di marmo ricorderà l’amore che il prof.Sebastiano Tusa aveva per il mare e, in particolare, per questa isola.
La scultura, commissionata dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e realizzata dall’artista Giacomo Rizzo, è stata immersa nelle acque di Ustica, all’inizio del percorso archeologico subacqueo, nel corso della 60° edizione della Rassegna internazionale, l’8 luglio 2019, dedicata proprio al prof. Sebastiano Tusa.

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Le parole di Toto Cordaro, assessore al Territorio siciliano: “Il cuore di Sebastiano Tusa continuerà a pulsare fra questi tesori del mare che, grazie alla sua competente dedizione e alla sua geniale intuizione,sono patrimonio di tutti”.  Alla cerimonia erano presenti: la moglie, signora Valeria Li Vigni,  il figlio Andrea, e il signor Salvatore Militello, sindaco di Ustica.

Oggi, giovedì 17 ottobre 2019, dopo sette mesi di tempo sono giunte a Palermo le spoglie mortali del prof. Sebastiano Tusa, consegnate alla famiglia dalle autorità etiopi.
Il feretro è partito da Addis Abeba con un volo della compagnia di bandiera etiope diretto verso Roma da dove è arrivato a Palermo con un volo della compagnia “Alitalia”.
La camera ardente è stata allestita nella Sala delle Colonne di Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione Siciliana, in piazza Indipendenza, ed è rimasta aperta fino alle ore 21.30.

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 Ad aspettare il feretro del congiunto sono arrivati per primi la moglie, la signora Valeria Patrizia Li Vigni, i figli Vincenzo e Andrea, e la signora Lidia, sorella del prof. Tusa.
Molte le personalità presenti: il dott. Nello Musumeci, presidente della Regione Siciliana, il dott. Gaetano Armao, vicepresidente, il prof. Leoluca Orlando, sindaco di Palermo.

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Il comune di Mistretta presente al funerale del prof. Sebastiano Tusa con lo stendardo.

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Una grande moltitudine di parenti, di assessori, di amici gli ha dato l’estremo saluto.
Davanti alla bara è stata poggiata una corona di rose rosse con il vessillo della Regione.
Le parole di Nello Musumeci: “Il ritorno finalmente a casa delle spoglie di Sebastiano Tusa costituisce una consolazione spirituale per quanti lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene e per me, in particolare, che l’ho chiamato al ruolo di governo, condividendone ansie e speranze. Il Palazzo della Regione lo accoglie con un sentimento di gratitudine e di sincera commozione. Almeno avremo una tomba sulla quale deporre un fiore. Riposi in pace“.
Le parole del sindaco Leoluca Orlando: ” Sono qui in nome della città di Palermo e di tutti i comuni siciliani in quanto presidente dell’ ANCI. Il prof. Sebastiano Tusa è stato un uomo capace di coniugare professionalità e amore. Aveva una visione fuori dalle logiche emergenziali e si è messo al servizio della Sicilia. Il ricordo del prof. Tusa deve essere mantenuto vivo, bisogna trovare una forma adeguata per ricordarlo”.
Il funerale ufficiale è stato celebrato il giorno dopo, alle ore 10:00, nella Chiesa di San Domenico a Palermo.
A dargli l’ultimo saluto la moglie, la signora Patrizia Li Vigni sostenuta dai figli, i parenti, i colleghi, i dirigenti regionali e tantissimi amici giunti anche da tanti paesi, Nello Musumeci, presidente della Regione Siciliana, Fabio Giambrone, vice sindaco di Palermo.
Ha officiato il rito funebre padre Sergio Catalano, priore della chiesa di San Domenico, che, nell’omelia, ha detto: “Scopriamo la fragilità della vita solo quando perdiamo una persona ancora giovane e amata come Sebastiano.  Sebastiano era un maestro, un uomo che riusciva a trasformare le persone che incontrava. Un maestro per tanti che sono stati contagiati dalla sua passione. Il suo ricordo possa lasciare segni anche in questa terra dove c’è del male, ma ci sono persone incredibili proprio come è stato lui“.

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L’ingresso della bara nella chiesa di San Domenico

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Il Prof. Tusa lascia la chiesa

Foto di Marcella Chirchio

I resti mortali successivamente saranno cremati al cimitero dei Rotoli e  l’urna cineraria sarà tumulata e custodita nel Pantheon dei siciliani illustri, nella chiesa di San Domenico, accanto a quella del giudice Giovanni Falcone.
Nello stesso luogo sono sepolte le spoglie di Francesco Crispi, di Giuseppe Pitrè e di Camillo Finocchiaro Aprile.

I commenti dei mistrettesi:

La prof.ssa Sara Di Salvo: “Un profondo velo di tristezza e tanta commozione hanno invaso i cuori di tutti i presenti , familiari, amici,colleghi e gente comune nel dare in un silenzio sublime l’ultimo saluto a Sebastiano Tusa, amico fraterno”.
Nino Davì: “Sebastiano Tusa è stato diverse volte, cioè ogni volta che veniva a Mistretta, ospite nella nostra casa di Rubini. Mio suocero e suo padre erano amici e compagni di scuola, inoltre Sara ha lavorato e collaborato tanto con Sebastiano e hanno numerose pubblicazioni assieme. Noi abbiamo perduto un caro amico….”
Azar Manuel Ribaudo: “Sempre nella mente di chi ti ha conosciuto,grande maestro”.
Santina Rondine: “È stato a Mistretta anche per l’inaugurazione dell’associazione Siciliantica… Lo ricorderò sempre con tanto affetto…”
Nella Seminara: “Sebastiano vivi in compagnia  degli angeli nei cieli più alti del Paradiso”.
Anche la città di Licata, dove il prof. Sebastiano Tusa era già venuto e dove pensava di ritornare per studiare più approfonditamente  il  patrimonio archeologico marino e oservare anche quello paesaggistico e monumentale, ha onorato il professore esponendo nel balcone del palazzo di città la bandiera tricolore a mezz’asta, in segno di lutto, nel giorno del suo funerale.
Inoltre, il sindaco della città, il dott. Giuseppe Galanti, ha invitato i docenti e gli alunni di tutte le Scuole di Licata ad osservare un minuto di silenzio in memoria del prof. Sebastiano Tusa.

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