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apr 14, 2020 - Senza categoria    No Comments

GLI ALBERI DI SCHINUS MOLLE NEL VIALE PRINCIPALE DI VIA HONDURAS A LICATA

 

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Il viale principale della via Honduras, nel quartiere Montecatini a Licata, è abbellito dalla presenza di 6 alberi di “Schinus molle” piantati, a scopo ornamentale, dai costruttori negli anni ’90 del secolo scorso quando è iniziato a sorgere il nuovo quartiere residenziale.

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I due alberi, posti davanti alla mia abitazione, sono amorevolmente curati da me e dai miei vicini condomini.
Periodicamente li facciamo potare per abbassare la chiama e per dare una forma più elegante.
Le energiche potature biennali non danneggiano la sua vegetazione che riprende vigorosamente.

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Ne apprezziamo la forma, i fiori, i frutti, l’essenza odorosa emanata da ogni parte della pianta, il cinguettio degli uccelli, lo svolazzare dei colombi che vi si rifugiano e vi costruiscono i loro nidi.

 

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Al genere Schinus appartengono circa una trentina di specie di alberi e arbusti sempreverdi.
La specie più diffusa è “Schinus molle”.

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Il nome del genere “Schinus” deriva dal greco “σχίνος”  lentisco” per la somiglianza dei loro frutti.
Gli Inca ritenevano lo Schinus molle un albero sacro.
Lo chiamavano “mulli”, da cui la denominazione botanica della specie “”molle”.
Lo Schinus molle è conosciuto comunemente come “Pepe rosa, falso Pepe”. “Pepe rosa” perché il suo frutto ha il caratteristico colore rosa, falso Pepe” perché tutta la pianta emana un intenso aroma pepato.
Lo Schinus molle, appartenente alla famiglia delle Anacardiacee, è un albero originario dell’America del Sud, anche se le zone in cui è più diffuso allo stato spontaneo sono la parte meridionale del Brasile, l’Uruguay, il Nord dell’Argentina. il Cile, Perù, la Bolivia, il Paraguay dov’è conosciuto con il nome di “falsa Pimienta”, “Lentisco del Perù o Aguaraib”. E’ diffuso anche in Africa.
Nei luoghi di origine è considerato di grande interesse sia per le sue qualità ornamentali, sia per i frutti che produce. In Europa è stato introdotto alla fine dell’”800.
Lo Schinus molle è un albero sempreverde, molto decorativo e necessita di pochissime attenzioni.

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Di taglia media, ha il portamento leggermente pendulo che ricorda quello del salice piangente. Le radici sono poco profonde e da esse inizia il fusto eretto, singolo o doppio, che si può innalzare dai 7 ai 15 metri.

6 TRONCO DOPPIO OK ok

E’ rivestito dalla corteccia, i cui colori vanno dal marrone al grigio. Con l’età diventa molto ruvida, si sfalda in placche piuttosto grandi e mostra zone rosso-bronzacee. Se fessurata, emette un lattice colloso.

7 CORTECCIA ok

E’ molto ramificato e i rami, flessuosi, lunghi, donano all’albero un elegante aspetto piangente e, armonicamente, quasi raggiungono il suolo.
Le foglie, di colore verde scuro, pendule, pennato-composte, lunghe 20-25 cm, con molteplici foglioline, in numero da 10 a 39, lanceolate, con apice appuntito o arrotondato, formano la chioma ampia e disordinata.
E’ ritenuto un albero “pulito” in quanto non perde le foglie che sporcherebbero il suolo.

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I fiori, raccolti in infiorescenze a pannocchie molto ramificate, che compaiono sia agli apici sia all’ascella fogliare, fioriscono nei mesi di giugno e di luglio.  Sono piccoli, di colore bianco verdastro o giallo chiaro. Sia le foglie, sia le infiorescenze, se sfregate, rilasciano un forte odore pepato.

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I frutti sono delle drupe tondeggianti di colore rosso e permangono sull’albero per molto tempo. Contengono i semi di forma ovale.

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La moltiplicazione avviene molto facilmente per seme in primavera. Gli uccelli provvedono a disperdere i semi anche in aree lontane da quelle della pianta madre. La riproduzione avviene anche per talea semilegnosa in estate. In alcune zone degli Stati Uniti e anche nel bacino del Mediterraneo la specie è segnalata come pianta invasiva.
Lo Schinus molle è spesso utilizzato come albero da arredo urbano, nelle zone dove il clima è temperato-caldo, posto lungo i viali e nei parchi.
Per quanto riguarda la coltivazione, essendo considerata una specie rustica, la pianta è poco esigente. Cresce bene in suoli poveri, leggeri, ma molto ben drenati. Le radici, infatti, temono particolarmente il ristagno idrico. Sopporta lunghi periodi di siccità.
Gli inverni molto piovosi possono causare danni anche gravi con l’ improvvisa defogliazione, l’appassimento di interi rami, fino alla morte dell’albero.
Ama le posizioni molto luminose e soleggiate, ma vegeta bene anche a mezz’ombra. In primavera è bene interrare ai piedi della pianta del concime organico.
La specie non è soggetta a malattie, tranne il marciume radicale se è coltivata in terreni in cui vi sono ristagni di acqua.
Le drupe prodotte dallo Schinus molle sono conosciute fin dai tempi antichi per le loro proprietà curative e per l’utilizzo in cucina perchè hanno un aroma simile a quello del pepe nero. L’aroma, dolce e speziato, è ideale per insaporire il pesce, le carni bianche, le salse, i risotti, le insalate, i formaggi, le uova, le torte salate. Possono essere consumate solo piccole  quantità poiché contengono sostanze leggermente tossiche.
Anche se oggi il Pepe rosa è considerata una spezia sicura, nel 1982 l’americana FDA (Food and Drug Administtration) decise di vietare le importazione dall’Europa perché le drupe aromatiche ingerite erano considerate nocive alla salute. La FDA, accogliendo le pressioni dei governi esportatori, all’epoca, soprattutto della Francia, eliminò questo divieto. Oggi, i principali produttori di pepe rosa sono: il Brasile, il Perù e il Madagascar.
Da tutte le parti della pianta si estraggono elementi utili alla salute dell’uomo, come è stato confermato dalla medicina naturale popolare.
La scienza moderna, in effetti, ha rilevato che possiedono proprietà antiinfiammatorie, antitumorali, antibatteriche e antidepressive.
Ancora oggi, per le sue proprietà medicinali, gli estratti della pianta sono utilizzati in Brasile, in Messico, in Perù, in Argentina.
Le foglie e i fiori, fatti macerare o polverizzati, sono impiegati per alleviare i reumatismi, i dolori muscolari, il mal di denti e le ulcere orali. Il loro decotto è utile in caso di infezioni respiratorie e urinarie, nonché come cicatrizzante per le ferite.
Il frutto favorisce la digestione grazie al suo potere stomachino, tonico e stimolante. E’ utilizzato anche come antibatterico locale per curare ferite e infezioni. E’ un ottimo antidolorifico soprattutto per combattere i dolori mestruali. Le sostanze volatili, ottenute dallo strofinio delle drupe,  fungono da repellenti per pulci,  per zecche, per zanzare.
La corteccia ha proprietà astringenti, antidiarroiche e antidepressive. Dalla corteccia si estrae la gomma resinosa, dall’odore sgradevole, utilizzata come purgante e contro le infezioni alle gengive, ma anche per la produzione di gomme da masticare e mastici.
Gli indigeni usavano incidere il tronco per farla fuoriuscire.
I primi popoli occidentali a scoprire questi utilizzi furono i monaci gesuiti. Cominciarono anche loro a dedicarsi a questa estrazione e inviarono il prodotto nel Vecchio Continente, dove prese il nome di “Balsamo dei Missionari”, a cui si attribuirono innumerevoli proprietà medicinali.
La resina estratta è di bel colore arancio-marrone e veniva impiegata anche per la colorazione delle fibre tessili, in particolare per creare alcuni tipi di tappeti.
Tutte le parti della pianta (foglie, frutti, semi, corteccia, resina) contengono un olio essenziale molto profumato, simile a quello del pepe nero, ottenuto per distillazione, utilizzato nella medicina popolare e in erboristeria dalle antiche popolazioni sudamericane fin dai tempi più remoti.
Garcilaso Inca de la Vega, il noto scrittore peruviano, figlio del conquistador spagnolo Sebastián Garcilaso de la Vega y Vargas, della pianta di Schinus molle scrisse: “Lo Schinus molle è una panacea per gli indiani del Nuovo Mondo che utilizzano le bacche per fare una bevanda molto buona contro i problemi urinari; un miele molto buono; un aceto; una soluzione lavante contro la scabbia, una soluzione cicatrizzante..Il legno è utile per curare il mal di denti e dà un’ottima carbonella….”
Le drupe devono essere raccolte a maturazione completa, quando hanno raggiunto il colore rosa, alla fine dell’autunno, poi si fanno essiccare al sole e si conservano sottovuoto o dentro un barattolo a chiusura ermetica, in un posto fresco e asciutto, oppure in salamoia, una concentrazione di acqua e di sale.
Dell’albero di  Schinus molle non si getta via nulla: il legno è usato per il suo pregio estetico, per la sua durezza e per l’estrazione della resina.

 

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