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gen 28, 2019 - Senza categoria    No Comments

DIALOGO “ COMUNIONE D’AMORE FRA MARIA E GIUSEPPE SPOSI DI DIO – Benedictus fructus ventris tui” DEL PROF. VINCENZO SCUDERI

 

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Sabato, 26 gennaio 2019, alle ore 19:00, la chiesa Santuario di Sant’Angelo, sita nell’omonima piazza a Licata, è stata teatro di un importante avvenimento religioso.

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Infatti, con una notevole cerimonia, è stato rappresentato il dialogo “Comunione d’Amore fra Maria e Giuseppe Sposi di Dio - Benedictus fructus ventris tui” tratto dal libro del prof. Vincenzo Scuderi, edito da Youcanprint.
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Ha introdotto l’evento la signora Maria Bernasconi:”Amici carissimi per la terza volta consecutiva mi pregio di presentare un altro scritto del prof. Vincenzo Scuderi che ci sta abituando a sentire parlare e a ragionare i grandi personaggi della nostra religione. Come se parlasse un qualsiasi essere umano con i suoi pregi e le sue debolezze.

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Maria Bernasconi

In occasione delle Festività cattoliche che si celebrano nel mese di Gennaio, proprio in questa settimana si ricorda lo Sposalizio della Beata Vergine Maria con San Giuseppe”. 
Per questo motivo è stato presentato il dialogo immaginato tra Maria e Giuseppe, sposi di Dio tratto dall’omonimo libro del prof. Vincenzo Scuderi dal titolo “Comunione d’Amore fra Maria e Giuseppe Sposi di Dio - Benedictus fructus ventris tui”.
Gli interpreti, cioè le voci che hanno dato vita a questi personaggi, sono stati: la dott.ssa Maria Grazia Cimino che ha dato la voce a Maria, il rag. Arnaldo Zambetta, che ha dato la voce a Giuseppe, il prof. Gaetano Truisi, che ha dato la voce all’angelo Gabriele dell’Annunciazione , il preside Buccoleri Maurizio, che ha dato la voce a Gesù.
La signora Maria Bernasconi ha ampiamente illustrato il significato della rappresentazione e la personalità sensibile e creativa dell’autore che, pur in presenza di due personaggi mistici, Maria, di eccelsa santità, e il patriarca Giuseppe, ha voluto evidenziare il carattere prevalentemente umano, quello più vicino alla nostra natura.
Inoltre, ha spiegato l’origine del libro “Comunione d’Amore fra Maria e Giuseppe Sposi di Dio”:<< Di certo non c’è amore più grande, completo, di quello, di una donna, di un uomo, verso Dio, perché è quello che appaga, che sazia, disseta, nella maniera più totale e assoluta. Il libro tratta dell’Amore di Maria madre, vergine e quello di Giuseppe, sposi, consacrati all’Altissimo. Incuriosito dalla figura silenziosa di Giuseppe, uomo buono, mite, prudente, l’ho immaginato in un dialogo ideale, proprio con Maria. I Sacri Testi poco trattano del padre putativo di Gesù, tantomeno dell’amore verso la sua promessa sposa Maria.
I dubbi iniziali vissuti interiormente sono immaginati in questo volume, così come i dialoghi con Maria, dopo l’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele.
Ho voluto rendere evidente la profonda sintonia di sentimenti umani e divini tra i due, la piena accettazione alla devozione, al completo affidamento reciproco, ma principalmente alla suprema volontà di Dio.
Dialogo prevalentemente umano, senz’altro di comunione, di tenerezza, nella piena fedeltà del corpo come dell’anima, dello spirito, che contiene un’essenza comune, forte e inesauribile: l’Amore totale per l’Altissimo
>>.
Dopo il breve, conciso e significativo saluto iniziale di padre Angelo Pintacorona, rettore del Santuario di Sant’Angelo, che si è soffermato principalmente sulle figure di Maria e di Giuseppe, che si è congratulato con l’autore sul tema trattato, che ha parlato del  valore della famiglia unita,

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Maria Bernasconi-Can. Angelo PIntacorona

 la signora Bernasconi ha invitato il  prof. Vincenzo Scuderi a illustrare i motivi che gli hanno suggerito di scivere il dialogo fra Maria e Giuseppe:

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 Maria Bernasconi-Vincenzo Scuderi

Sono delle riflessioni personali che mettono in evidenza le figure di questi due personaggi portanti dei Vangeli: di Maria e di Giuseppe. Ho voluto fare uscire dall’ombra la figura di Giuseppe perché incuriosito proprio da questo personaggio che, nei Vangeli, dice poche parole ed è posto in secondo piano.
Gli ho dato voce!
Egli esprime nel dialogo le Sue perplessità, i suoi interrogativi.
Nel Suo ruolo, importantissimo, insieme alla venuta di un Dio che si fa carne, che diventa verbo, porta la Parola.
Spesso, perché io Lo vedo dal punto di vista umano, non certo teologico, perché non sono un teologo, Gli faccio esprimere quelle che sono le sue sensazioni umane, i suoi interrogativi, le sue perplessità.
Pur essendo un uomo dedicato e consacrato a Dio come Maria, Egli esprime le sue perplessità alla sposa stessa e da Lei, da Maria, ne trae conforto, anche se il conforto gli viene principalmente da Dio.
Però, essendo umano, mentre Giuseppe è diventato santo per le sue virtù in terra, Maria è santa per eccellenza, perché così concepita: pura e immacolata.
Di conseguenza, l’elevatezza, la santità di Maria sono superiori.
Proprio per questo motivo la rappresentazione è iniziata con il dialogo dello spirito di Maria che si rivolge a Dio e parla con Dio.
Subito dopo segue questo dialogo tra i due sposi.
Alla fine c’è il trapasso di Giuseppe.
Giuseppe aspetta il figlio.
Il figlio arriva e lo conforta”
.
La signora Maria Bernasconi ha dato la voce agli interpreti.
E’ stata Maria Grazia Cimino ad iniziare il dialogo di Maria con l’Altissimo: “ Signore, mio Dio, non so cosa offrirTi stamattina oltre l’anima e il mio spirito ch in Te gioiscono e già possiedi interamente!
Adesso Ti devo confidare una mia insensata follia d’amore ..
Ho inventato un nuovo dono, come se fosse un gioco, anche se misero.
Vedrai Ti piacerà mio Signore!
Però non sorridermi se lo troverai sciocco come di certo sono io ai tuoi occhi.
Ne sarai contento.
Ecco adesso guardami…
Rimarrò senza respirare per qualche istante.
In questo modo i miei aliti che non emetterò, li donerò a Te e poi, dopo che finirò di resistere, assieme, sorrideremo per questa mia infantile donazione della mia miseria.
Se potessi aprire il mio cuore, vedresti quanto amore fuggirebbe dal mio corpo per restare, per gioire unicamente ai tuoi piedi a contemplarti e a vivre dello splendore del tuo sguardo d’amore!…
Mio amato Creatore t’accorgi come sono insensata…?

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Maria Grazia Cimino

E’ stato Gaetano Truisi a dare la voce all’Arcangelo Gabriele: “Il tuo volto, Maria, di una luminosa miracolosa, stupirà le genti che a Te si rivolgeranno pietosi e Tu le accoglierai dal tuo trono di Donna eletta e benedetta.
Non basteranno davvero i cieli a contenere le frasi d’amore e di virtù.
Iddio ti ha voluto madre della seconda persona della Santissima Trinità.
Sento una voce soave che mi delizia l’anima!
Sei forse Tu mio Dio…?
“Santa di Dio, Tu stessa eletta a divinità nella completezza della tua anima e del corpo.
Il Creatore ti sta ascoltando!… di Dio, umile creatura.

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Gaetano Truisi

E’ stata la voce di Maria Bernasconi fuori campo:” Eccola Maria, pronta a disporsi davanti alla finestra per riprendere il ricamo.
Era allegra la giovane e, come suo solito, riprendeva intenta il suo cucito e, sotto tono, iniziava a canticchiare come se lo facesse con la sua anima…”

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Continua l’Arcangelo Gabriele: ”Tu Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere conte Maria come tua sposa perché, certo, ciò che è stato generato in Lei viene dallo Spirito Santo, ma ella partorirà un figlio e tu gli darai il nome Gesù perché sarà Lui a salvare il suo popolo dai suoi peccati (Matteo 1,18-24) “.
E’ stato Arnaldo Zambetta a dare la voce a Giuseppe: “ Sono confuso, disorientato…
Forse perché mi sento principalmente indegno e, per questo, incapace di interpetrare il vero significato.
Un umile artigiano come me sa solo amare con tutta la forza del corpo e della sua misera vita! Mente.
So soltanto che tu…sei per me la realtà più bella accaduta.
Tu sei la santificata…
Vorrei avere la tua purezza d’animo.
So che non potrò mai spiegarmi il mistero di Dio, anche se lo accetto pienamente con l’anima.
TI accorgi Tu  stessa, Maria, come sono semplice, mediocre; un uomo davvero ignorante, capace di contenere dentro il piccolo cuore spaurito e sbigottito solo una piccola parte di quel bene di Dio.
Tu, invece, lo possiedi interamente.
Lo scorgo chiaramente nei tuoi occhi sempre ridenti e gioiosi il tuo amore per nostro Signore.
Lo considero questo tuo legame con Dio il mio tesoro inestimabile,irrinunciabile…”
Grazie, dolce adorata mia sposa.
Con queste tue affettuosità mi compensi di ogni inganno della mente. Mentre il cuore, ora lo so, t’appartiene perché ha riconosciuto in Te la compagna benedetta da Dio. Quello che ti dico, mia amata, non mi viene solo dal cuore, ma me lo detta il Signore.
Anch’io lo ripeto: <<Benedetto il frutto del tuo ventre, o Maria
>>.

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Arnaldo Zambetta

Maria Bernasconi, inoltre, è spesso intervenuta nel dialogo come  voce fuori campo: ” Arrivò il momento della dipartita del patriarca Giuseppe, uomo consacrato al servizio di Dio, reso santo dall’esercizio delle sante virtù in terra.
Recitava le preghiere della buona morte e non si stancava d’invocare la protezione di Dio.
Nella lucidità della mente invocava continuamente il nome, l’aiuto di Maria e, come padre putativo, attendeva fiduciosamente dl suo amato figliolo Gesù
”.

 

 

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E’ stato Maurizio Buccoleri a dare la voce a Gesù che conforta:” Giuseppe, padre mio dorato, mi senti?
Sono arrivato adesso.
Per te…
Sono tuo figlio Gesù e ho fatto presto…più che ho potuto!
Ora sono qui al tuo fianco per darti il sollievo che mi hai chiesto e tanto implorato. Mi vedi?
Non avere timore di nulla perché il Signore è con te, per ricompensare con la tua Santa compassione la tua obbedienza. Tramite la tua parola vuole benedirti  perché di te si è compiaciuto per la vita improntata sulla fedeltà e sulla dedizione incondizionate. I figli sono sempre accanto al padre quando il genitore soffre ed io, per questo, sono con te, per darti la serenità che cerchi, quella che vuoi e che brami prima di vedere il volto vero, santo di Dio.     

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Arnaldo Zampetta- Maria Grazia Cimino-Maurizio Buccoleri

 

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Alla fine della cerimonia, l’Ispettrice Annalisa Cianchetti ha letto i brani che celebrano un’invocazione a San Giuseppe e che sono inseriti nel libro.

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Annalisa Cianchetti

 

 

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Ho trascritto solo piccoli pezzi del dialogo tra Maria e Giuseppe invitando tutti alla lettura integrale del testo.
Il dialogo fra Maria e San Giuseppe, condotto magistralmente dagli attori, che hanno dato dimostrazione sia della loro sensibilità per il tema evangelico, sia della bravura nell’interpretazione dei personaggi,  è stato molto apprezzato dai presenti come hanno dimostrato i loro calorosi  applausi elargiti con espressa gratitudine.

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Visibilmente commosso ma compiaciuto, il prof. Vincenzo Scuderi ha ringraziato gli intervenuti ricevendo complimenti e abbracci affettuosi e sinceri.
Straordinario è stato l’omaggio floreale!

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Il prof. Vincenzo Scuderi, nato a Ramacca il 15/08/1946, risiede a Licata da molti anni dove ha svolto il suo lavoro di valido e apprezzato docente presso L’I.I.S.S. “Filippo Re Capriata”.

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Inoltre, già dottore commercialista e revisore contabile, oggi si dedica ad altre.
E’autore di numerose opere letterarie conosciute in varie città della Sicilia, dell’Italia, dell’Europa e anche di terre straniere.

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La sua produzione comprende: romanzi, fiabe, filastrocche, novelle.
Nel settimanale OGGI del 3 agosto 2017 è stata pubblicata una sua novella dal titolo: “Il colore della luna”.
Ha pubblicato articoli su Riviste per professionisti di contenuto giuridico-contabile-fiscale.
Amante dell’arte e della pittura, ha organizzato quattro mostre personali esponendo le sue preziose opere. Infatti, la copertina del libro “Comunione d’Amore fra Maria e Giuseppe Sposi di Dio” è una sua creazione.
L’amico Vincenzo è una persona aperta, socievole, detentore di molti valori umani e sociali che io, personalmente, stimo molto.
Grazie Vincenzo!

 

 

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