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ott 9, 2019 - Senza categoria    No Comments

CERIMONIA DI PREMIAZIONE DEI CONCORRENTI AL CONCORSO LETTERARIO “MARIA MESSINA” NELLA SEDE DEL CIRCOLO UNIONE A MISTRETTA

 

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Sabato, 5 ottobre 2019, è stato un giorno molto importante per la cultura amastratina.
Nell’accogliente sala di rappresentanza del “Circolo Unione” a Mistretta è avvenuta la cerimonia di premiazione del “Premio Letterario Maria Messina” giunto alla 15° edizione.

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Il premio letterario è una perla creata dall’Associazione “Progetto Mistretta!
Di alto prestigio le personalità intervenute.
Nel tavolo della Presidenza: da sx, il dott. Massimiliano Cannata, direttore della rivista il “CENTRO STORICO” e dell’Associazione “Progetto Mistretta”, la presentatrice Rosalinda Sirni, il dott. Mario Salamone, presidente del Circolo Unione, il Sociologo Giorgio Pacifici, il fotografo Charley Fazio.

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 Ha condotto i lavori la bravissima giornalista dott.ssa Rosalinda Sirni.

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Un grazie affettuoso all’amico Giuseppe Ciccia che anche quest’anno ha organizzato alla perfezione la cerimonia di premiazione del “Premio Letterario Maria Messina” dal titolo: “UNO SGUARDO OLTRE” .

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Peppino Ciccia in piedi

 Artisti e scrittori a confronto: il sociologo Giorgio Pacifici, il giornalista e scrittore Matteo Collura, l’artista e fotografo Charley Fazio, il Complesso Bandistico “Città di Mistretta”.
Per la sezione “Un racconto per il centro storico” erano presenti gli studenti: Ilenia Marinaro, alunna  dell ‘IIS “Alessandro Manzoni“, Francesca Artale, Carlotta Catanzaro, Carla Oreste, Greta Scalone, alunne dell’istituto  I.C.”T.Aversa”.
Ha aperto i lavori il dott. Mario Salamone che, dopo aver  dato il benvenuto,  accogliendo calorosamente il numeroso pubblico, ha ringraziato l’Associazione “Progetto Mistretta” per avere confermato anche quest’anno la scelta della sede del Circolo Unione come luogo adatto ad ospitare questa importantissimo evento.

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Il dott. Massimiliano Cannata ha spiegato il motivo per cui a Mistretta si istituisce annualmente il premio letterario “Maria Messina:  per richiamare alla memoria  la figura di Maria Messina, la scrittrice siciliana vissuta per alcuni anni della sua fanciullezza a Mistretta fra “i miei buoni mistrettesi”, così lei li descrisse in una lettera spedita a Giovanni Verga.

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Oggi la scrittrice Maria Messina è apprezzata non solo dai cultori della letteratura amastratina, della Sicilia e dell’Italia intera, ma anche da tanti letterati stranieri che hanno studiato e studiano la sua narrativa.
Il lavoro è proseguito con la premiazione dei concorrenti.
Sono stati insigniti dal premio: il Sociologo Giorgio Pacifici, come riconoscimento alla carriera, il fotografo Charley Fazio, per la sezione arti visive, Il Complesso Bandistico Città di Mistretta, nato oltre centocinquanta anni fa e rappresentato dal Maestro Girolamo Di Maria. Inoltre, sono state premiate le alunne degli istituti ‘IIS “Alessandro Manzoni” e dell’I.C.”T. Aversa” di Mistretta che hanno partecipato al premio con le loro produzioni. Ricca è stata la partecipazione del pubblico sempre attento allo svolgersi della manifestazione.

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Il Presidente del Circolo Unione, il dott. Mario Salamone al Prof, Giorgio Pacifici ha consegnato il premio consistente in una bella scultura raffigurante il volto della scrittrice Maria Messina, opera dell’artista amastratino Sebastiano Leta.

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La sculura di Sebastiano Leta

La dirigente scolastica, prof.ssa Maria Grazia Antinoro, ha consegnato il premio al fotografo Charley Fazio.

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Il Complesso Bandistico “Città di Mistretta” ha ricevuto il premio dal prof. Lucio Vranca e dal Maestro Giuseppe Lotario, illustre predecessore nella direzione del corpo bandistico mistrettese.  Il premio è stato consegnato al Maestro Girolamo Di Maria.

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Anche il prof. Lucio Vranca ha ricevuto la pergamena ricordo per la sua preziosa testimonianza.

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La prof.ssa Marisa  Antoci ha consegnato il premio, rappresentato da una didascalica targa, a Ilenia Marinaro, studentessa dell’IIS “A, Manzoni” di Mistretta.

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La prof.ssa Graziella Ribaudo ha consegnato il premio a Francesca Artale, a Carlotta Catanzaro, a Greta Scalone, a Carla Oreste, alunne dell’ I.C. “T.Aversa” di Mistretta.

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Il giornalista Matteo Collura sarà premiato in seguito. Assente  perché fuori sede.
I dieci “musicanti”, come erano chiamati una volta, sotto la direzione del Maestro Girolamo Di Maria e con molta professionalità, hanno eseguito quattro brani musicali attinti dalle opere di Ludwigh Van Beethoven.

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 Gli applausi della platea sono stati molto numerosi e calorosissimi.

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L’associazione “Progetto Mistretta”,  in particolare l’amico Giuseppe Ciccia, dopo aver ringraziato tutti i protagonisti e gli spettatori presenti alla cerimonia, diede appuntamento per la prossima serata d trascorrere insieme per assistere  alla premiazione del prof. Matteo Collura, noto  scrittore e giornalista siciliano, anch’egli insignito del Premio  letterario “Maria Messina”.
Il commento del prof.Lucio Vranca: <<Una bellissima serata organizzata dall’Associazione “Progetto Mistretta” in occasione della XV edizione del premio “Maria Messina”.
Voglio esprimere i miei personali ringraziamenti all’Associazione, al Presidente prof. Nino Testagrossa e, in particolare, all’amico Ciccia, per avermi onorato consegnandomi un premio speciale per la mia testimonianza storica dedicata al corpo bandistico della città di Mistretta. La significativa presenza del Maestro Lotario ha arricchito ulteriormente di preziosità la serata. Il suo impegno, a favore dell’Istituzione musicale amastratina, ha lasciato il segno al punto da permettere ai giovani di leggere, nell’Archivio della Scuola musicale, la storia in musica di tutti i maestri del passato.

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La storia cartacea, invece, si può conoscere leggendo il libro “La banda ieri, oggi …e domani” – L’istituzione amastratina ) di Lucio Vranca e Giuseppe Pipitò. Grazie ancora>>.

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Il commento del dott. Sebastiano Insinga: Dopo il “Vranca day” del 15 aprile 2018, un nuovo giorno da incorniciare nella storia del mio caro amico Lucio, che non è solo storia personale, ma storia della nostra Comunità nella quale lui era già entrato a pieno titolo grazie alle sue opere di storia, (quella sulla banda di Mistretta non è la sola), di poesia e di musica. Un meritato riconoscimento a una persona di straordinaria modestia, ma di altrettanto straordinario talento, vera risorsa per la cultura del nostro paese”.

 Chi era  Maria Messina?
Maria Messina nacque a Palermo il 14 marzo del 1887 da Gaetano e Gaetana Traina. Abitò a Mistretta dal 1903 al 1909 in una casa di Via Paolo Insinga, dove ambientò le sue novelle e i suoi racconti.
Si arrese alla sofferenza all’alba del 19 gennaio del 1944, alle ore tre del mattino, morendo a Masiano, una frazione a pochi chilometri da Pistoia, nella casa dei contadini della famiglia Tarabusi, dove si era rifugiata, su consiglio della Tagliaferri, per sfuggire ai bombardamenti della guerra, che aveva diviso in due l’Italia separandola dall’amato fratello e dalle nipoti, e dove viveva in solitudine in campagna, “vinta” dal destino, divorata dalla distrofia muscolare..A certificare la sua morte al delegato del Podestà di Pistoia fu un certo signor Tarabusi Leopoldo.
Prima di morire, Maria donò alla sua affezionata infermiera Vittoria Tagliaferri “I doni della vita”, un documento di fede e di religiosità, un’esperienza di sofferenza fisica e spirituale.
Fu sepolta nel cimitero della Misericordia Addolorata di Pistoia così come desiderava.
Riesumata nel 1966, i suoi resti mortali, per volontà delle nipoti, furono custoditi nella stessa tomba della madre, signora Gaetana Traina deceduta  il 20 dicembre del 1932.
Maria Messina fu una delle più grandi scrittrici veriste, ammirata dal Verga, commentata da Borghese come “scolara del Verga”. Tuttavia, completamente dimenticata, è stata assente dalla letteratura italiana del Novecento.
Abbattere il muro del silenzio attorno a lei, schiudere le porte dell’oscurità, che avevano nascosto per oltre mezzo secolo il nome e l’opera di Maria Messina, aprire quelle della sua fama, fu merito dello scrittore Leonardo Sciascia che, nei primi anni ottanta, ha riproposto la lettura di alcuni dei suoi racconti.
Da allora le sue opere hanno attraversato una nuova stagione di notorietà e sono state tradotte in diverse lingue.
Nelle sue opere Maria ha raccontato, con una commiserazione pervasa di ribellione, la società maschilista dell’epoca, la sottomessa condizione femminile in Sicilia qual era fino agli anni della seconda guerra mondiale.
Ha esaminato i temi della gelosia, dell’adulterio, dei maltrattamenti, dell’abuso sessuale, dei pregiudizi, dei costumi, delle contraddizioni, della religiosità.
L’Associazione “Progetto Mistretta” ha rivolto alla scrittrice grande attenzione assegnando a Maria un posto di rilievo nella cultura amastratina divulgando il suo nome e la sua opera attraverso la promozione del concorso letterario “Maria Messina” con cadenza annuale.
In questo modo Maria è stata ricompensata per essere stata dimenticata dai critici, dagli storici della letteratura italiana del Novecento e dai lettori.
L’Amministrazione comunale di Mistretta, nel mese di febbraio del 2009, ha conferito la cittadinanza onoraria alla scrittrice Maria Messina intitolandone anche una strada del centro storico. L’Amministrazione comunale di Mistretta si è anche adoperata per accogliere i suoi resti mortali.
Grazie all’interessamento dell’Associazione “Progetto Mistretta”, del giornale “Il Centro Storico” e al certosino lavoro di ricerca del pistoiese “mistretteseGiorgio Giorgetti le spoglie di Maria Messina sono state trasferite al cimitero monumentale di Mistretta dal cimitero della Misericordia di Pistoia.
Maria riposa lì, accanto alla sua amata madre Gaetana Traina.
Il merito di questo “ritorno” in patria si deve attribuire soprattutto al prof. Nino Testagrossa, il presidente dell’Associazione “Progetto Mistretta”, che ha messo in risalto il legame di Maria Messina con quelli che lei stessa definì “i miei buoni mistrettesi”.
La cerimonia di accoglienza e di tumulazione dei resti mortali della scrittrice è avvenuta il 24 aprile del 2009.
Tutto ciò sta a significare il legame mai interrotto con la città di Mistretta dove Maria trascorse alcuni anni della sua adolescenza e dove trasse motivi per descrivere le umili vicende raccontate nelle sue novelle.
Ada Negri, poiché le due donne relazionavano in forma epistolare, scrisse a Maria Messina: “Non ti conosco fisicamente, ma mi sembra di conoscere bene la tua grande anima”.
Anche noi mistrettesi non l’abbiamo conosciuta personalmente, ma possiamo dire di conoscere bene la sua anima, i suoi messaggi, la sua arte narrativa.
Anche la città di Licata, sollecitata dalla FIDAPA, dalla dott.ssa Ester Rizzo e da me stessa,  ha voluto onorare la scrittrice Maria Messina intitolandole una strada cittadina.

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Sicuramente, come il popolo di Mistretta, così anche il popolo di Licata, leggendo il nome della strada, ricorda la scrittrice siciliana Maria Messina e apprezza l’alto valore letterario con la lettura della sua abbondante produzione custodita in parte anche nella Biblioteca comunale “Luigi Vitali” di Licata.

Album fotografico  di Giuseppe Ciccia

 

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